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Da nord a sud nelle tante piazze di molte città italiane si terranno concerti e veglioni.

Un modo economico per trascorrere la tanto attesa notte di San Silvestro. Un cappotto, un cappello, uno sciarpone e via con gli amici per ammirare e ballare il "big" che si esibirà davanti al grande pubblico.

Anche Cosenza negli ultimi anni si è allineata a questo nuovo modo di festeggiare il capodanno e come ogni fine anno si attendono preparativi per il grande evento.

Da quando è stata ultimata il saluto all'anno vecchio ed il benvenuto al nuovo si celebrano nella nuova piazza Fera-Bilotti. Scoprire in questi giorni che il palco dapprima allestito e poi smontato e spostato in altro luogo è stata una sorpresa per tanti, e insistentemente ognuno si domanda il motivo.

Facciamo un passo indietro. In passato questa piazza fu presentata come un'area da rivalutare. E la rivalutazione prevedeva di rendere la parte sovrastante il parcheggio uno spazio di aggregazione, di incontri, di manifestazioni di varia natura, dai mercatini di Natale alle fiere, dai concerti alle manifestazioni popolari ecc... e così è stato tanto che la piazza ha ospitato migliaia e migliaia di persone ogni volta. Ovviamente chi ha partecipato si è fidato che quell'area possedesse i requisiti indispensabili per essere usata in quel modo.

Scoprire che "il collaudo della piazza", o meglio che alcune iniziative non sarebbero del tutto idonee se non per poche migliaia di persone crea in ognuno di noi uno scombussolamento emotivo.

Ci si sente "ingannati" da "incantatori" che hanno astutamente capito ed esattamente indirizzato l'attenzione del pubblico in un determinata direzione creando un'accettazione sociale.

C'è però una falla che oggi assurge agli onori della cronaca: la sicurezza. La sicurezza, in questo caso di un luogo pubblico, non è un sostantivo della lingua italiana bensì un diritto per ogni cittadino. E violarla è un reato.

Ecco perché tanti come me oltre all'inganno hanno avvertito nel proprio animo un turbinio di sentimenti . Dall'incredulità iniziale alla sconforto, all’indignazione. Perché tutti ci siamo sentiti defraudati di un nostro diritto... la sicurezza.

Emilia Cerullo

 

nucci telE’ finita la narrazione su Cosenza, città bellissima, europea e accogliente, che questa amministrazione aveva rifilato in questi lunghi otto anni ai cosentini.

La città è fallita grazie a questo sindaco e a poco valgono i proclami delle ultime ore su un PIL cresciuto e relativo alle sole opere pubbliche realizzate in città e per la quali adesso non c’è un euro per la loro manutenzione.

La stampa farebbe bene a chiedere ai cosentini se hanno mai avuto la sensazione che questa crescita riguardasse anche le loro tasche. Una città povera, inospitale, invivibile e per di più in dissesto. Cosa doveva capitarci di peggio?

Narrazione uguale a mistificazione nel caso di Cosenza, dunque.

In verità già a luglio avevamo paventato i pericoli connessi al dissesto, augurandoci sinceramente che quest’onta non ci riguardasse, ma in cuor nostro sapevamo che sarebbe stato impossibile evitare il default economico viste tutte le spese pazze e milionarie fatte per accontentare questo o quello. Ma adesso finite le chiacchiere restano solo i nodi al pettine

E tra i nodi due sono quelli che più fanno male ai nostri concittadini. Quelli che riguardano direttamente i nostri figli: le mense scolastiche e i servizi ausiliari negli asili nido.

Per le mense dopo il 30 novembre, ultimo giorno di erogazione dei pasti per i piccoli alunni, ci sarà il nulla. Non ci sono soldi in cassa per indire una nuova gara e non si prevedono entrate tali da scongiurare questa funesta previsione. Stesso discorso per gli asili nido per i quali la mancanza di fondi potrà significare mandare a casa lavoratrici e lavoratori impegnati nel settore. Anche per loro si preannunciano le ore più buie.

Che faccia tosta affermare che con il dissesto non sarebbe cambiato nulla per la nostra città.

Mi verrebbe voglia di chiedere al signor Sgarbi, così sempre pronto a parlare bene del primo cittadino di Cosenza, se davvero sa in che baratro ci ha trascinato il suo sindaco.

Sergio Nucci

“Buongiorno Cosenza”

snPubblicato il report 2019 ( dati 2018) dell’ARPA della raccolta differenziata in Calabria. E alla fine i numeri diventano impietosi e restituiscono a Cesare quel che è di Cesare.
Ricordate la favoletta del comune riciclone (Cosenza) pluripremiato perché il migliore della Calabria? Il comune (Cosenza) che con i suoi amministratori ritirava premi su premi per la percentuale di raccolta differenziata in Calabria?
Bene, la verità adesso è sotto gli occhi di tutti. Il comune capoluogo con la più alta percentuale di raccolta differenziata nella nostra regione è niente popò di meno che ……. Catanzaro, la città guidata dal sindaco Abramo anche lui aspirante governatore della Calabria.
I dati non nostri, o peggio frutto di simpatie ed antipatie, sono quelli pubblicati dall’ARPACAL nel report 2018 e rinvenibili qui: http://www.arpacal.it/allegati/REPORT_RUrD2019.pdf
Si possono fare tutti i video del mondo, si possono raccontare tutte le storielle del mondo, ma poi esistono i dati ufficiali, gli enti certificatori e soprattutto esiste la realtà.
E quindi onore a Catanzaro che con il 66,48% di raccolta differenziata supera abbondantemente il 57,90% di Cosenza.
A proposito, Catanzaro ha iniziato la raccolta differenziata solo nel 2015. E scusate se è poco.

Sergio Nucci
Buongiorno Cosenza

nucci telIl 26° rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, pubblicato oggi sul Sole 24 ore, ci racconta una verità più amara di quella propinata da una certa stampa sulla Città di Cosenza che scivola dal 5° posto della classifica 2018 al 14° del 2019.

La Città dei Bruzi peggiora in diversi parametri e gli indici negativi si registrano su tutte e 5 le macroaree (rifiuti, ambiente, mobilità, aria ed acqua).

La bocciatura risulta sonora soprattutto sui rifiuti: peggiora la raccolta differenziata e soprattutto la produzione di rifiuti pro-capite, un tempo considerati fiore all’occhiello per Cosenza.

Peggiora anche nella posizione nell’ambiente a causa del minor numero di alberi, sacrificati sull’altare di nuove opere pubbliche ricche di cemento e poveri di verde.

Peggiora il tasso di Motorizzazione nella Mobilità. Nell’aria poi si registra una debacle, aumenta infatti la produzione di “Biossido di azoto” e peggiora il piazzamento per l’Ozono, del resto il traffico impazzito di tutti questi mesi conferma che l’inquinamento in città cresce.

Peggiorano i consumi di acqua pro-capite, segno di una fornitura ad intermittenza che genera consumi maggiori quando il cittadino tenta, a volte invano, di preparare scorte del prezioso liquido.

I dati pubblicati oggi fanno riferimento a quelli forniti nel 2018, ma sicuramente questo posizionamento non fa bene alla Città.

Il sindaco che si è “sbracciato” per segnalare lo scorso anno il “buon piazzamento” dovrebbe giustificare in qualche modo lo scivolone di quest’anno (ben nove posizioni), senza cadere nella tentazione di guardare, gloriandosi, verso il basso della classifica, e questo per non fare la fine d’ o 'gallo 'ncoppa 'a munnezza.

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

 

sole def

BCLe risposte che l’amministratore unico dell’Amaco ha fornito in una recente intervista televisiva alle domande di Laboratorio Riformista, circa lo stato di salute della municipalizzata, non ci hanno convinto.

Per questo motivo, come Buongiorno Cosenza, riteniamo sia giusto ritornare sull’argomento evidenziando le contraddizioni esistenti tra ciò che è stato detto (amministratore) e ciò che è stato scritto (bilancio).

Ma andiamo per ordine. Nella intervista l’amministratore dichiara in sequenza che l’Amaco non avrà conseguenze dirette dal dissesto del Comune perché non vive di contributi comunali; che l’azienda vanta crediti che sono iscritti in bilancio e lì resteranno; che egli amministra una società sana che si avvia a chiudere il suo secondo bilancio consecutivo con utile e che, nonostante qualche tensione finanziaria, in 18 mesi ha ridotto addirittura del 50% i debiti verso i fornitori; che l’azienda restituirà il contributo di 90 mila euro contabilizzato nel 2018 perché acquisito in violazione della legge Madia ed in ultimo annuncia querela nei confronti di chi diffonde notizie non veritiere.

Sulla scorta di queste affermazioni, ma soprattutto dopo aver letto il bilancio dell’AMACO, le nostre domande appaiono più che legittime. Iniziamo dunque a confutare le sue affermazioni. A pagina 2 del verbale dell’assemblea del 28/06/2019 si legge: “Come già esposto per le vie brevi, perché il percorso di messa in sicurezza della società possa completarsi e l’Azienda possa uscire dalla situazione di crisi che comunque permane considerate le perdite accumulate negli anni scorsi, il Socio deve dar seguito agli impegni assunti, per quanto concerne il pagamento dei crediti oggetto anche di recente riconciliazione”.

Appare chiaro che l’amministratore parli del Socio (Comune di Cosenza) che deve onorare i crediti non pagati. Crediti che a suo dire resteranno, qualunque sia il destino del nostro comune, iscritti a bilancio.

Ma a questo proposito cosa diranno il revisore legale ed il collegio sindacale dell’Amaco? Desta perplessità anche l’affermazione “l’Amaco “sta bene”, perché a pag. 9 della Relazione sul governo societario i sensi dell’art‐. 6, comma 4, D. Lgs. 176/16 è scritto “L’organo amministrativo ritiene che si è in presenza di una situazione di crisi aziendale ai sensi dell’art. 14, c. 2 del D. lgs. 175/16”, non solo, si rileva una contraddizione tra ciò che dice “i debiti verso i fornitori si sono ridotti del 50%” e ciò che scrive in bilancio a pag. 3, ovvero che la riduzione c’è ma solo del 25,39%.

Ciliegina sulla torta a pag. 4 del bilancio, si afferma che l’indebitamento complessivo dell’Amaco è arrivato alla cifra record prossima ormai ai 10 milioni di euro. Circa il contributo ricevuto nel 2018, come lui stesso afferma in violazione alla legge Madia, questo verrà restituito.

Peccato però che quel contributo sia servito nel bilancio approvato a trasformare una perdita di circa 60.000,00 € in un utile di circa 30.000 €. Mah.

Consiglio spassionato e gratuito: anziché minacciare querele a chi chiede solo chiarezza nei conti di un ENTE PUBBLICO, ovvero di tutti noi, l’amministratore dovrebbe prestare attenzione a dire ciò che scrive e scrivere ciò che dice.

Polo Civico “Buongiorno Cosenza”

IN ALLEGATO BILANCIO DI ESERCIZIO AMACO AL 31/12/2108

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