Su una cosa siamo d’accordo con il sindaco di Cosenza: i numeri non mentono. Sono freddi, impietosi, veri e non mentono mai neanche quando qualcuno vorrebbe addomesticarli a proprio vantaggio.

Perché due più due farà sempre quattro e perché dieci sarà sempre maggiore di nove.

Fatta questa premessa con la stessa schiettezza diciamo che le affermazioni del primo cittadino sulle finanze comunali sono tutte, nessuna esclusa, confutabili.

Dalla prima all’ultima, facendo ricorso proprio a quei numeri che lui stesso chiama in suo soccorso ma che alla fine si rivelano il peggior j’accuse al suo modo di gestire la cosa pubblica.

Perché i numeri descrivono una verità che per quanto dolorosa per questa amministrazione è l’unica certificata.

Il sindaco afferma ad esempio che questa amministrazione ha ereditato una situazione debitoria di oltre 100 milioni di euro ma poi dimentica di aggiungere di aver ricevuto dalla Cassa Depositi e Prestiti ben 160 milioni di euro per ripianare proprio i debiti degli anni passati.

Il sindaco afferma che non ci saranno ripercussioni sostanziali per i cosentini in caso di dissesto ma non dice che ad esempio per i commercianti la COSAP aumenterà in maniera vertiginosa ovvero che raddoppierà.

Il sindaco afferma di aver risanato le casse comunali ma non dice che nel  2012 il debito rendicontato dell’Ente era di euro 200 milioni di euro e che nel 2018 diventa magicamente di ben 305 milioni ,ovvero 105 milioni di euro in più ,ovvero circa duecento dieci miliardi di vecchie lire.

Il sindaco afferma di aver ridotto la spesa per il  personale del comune ma dimentica di dire che dal 2011 (data del suo insediamento)  più di 600 dipendenti sono andati in pensione e che la stessa non è di competenza del comune.

E potremmo continuare.

Troppe affermazioni di questo sindaco non sono vere, o meglio sono false. Resta da capire se il sindaco dice il falso perché  è in malafede o dice il falso perché incompetente.

A questo punto la domanda nasce spontanea. Cosentini preferite un sindaco in malafede o un sindaco incompetente?

Tertium non datur.

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

P.S.: a questi indirizzi le risposte alle legittime domande: perché fidarsi è bene non fidarsi è meglio.

http://www.buongiornocosenza.it/pdf/relazionerevisori2019-21.pdf

http://www.buongiornocosenza.it/pdf/CONSUNTIVO2012.pdf

Pensa di stare “sotto rete” il sindaco Occhiuto. Ogni tanto qualche lacchè trasformista gli alza la palla e lui fa partire una delle sue temibili schiacciate. Ma siccome é senza avversari da un po’ di tempo, allora si diletta a colpire gli incolpevoli spettatori.
Così, qualcuno solleva il problema stipendi e lui parte con l’attacco delle associazioni cittadine, che hanno lanciato l’allarme sulle gravi condizioni finanziarie del Comune, purtroppo sottovalutate da tutti, meno che dalla Corte dei Conti, che certamente non occupa ragionieri alle prime armi.
Occhiuto pensa che, avendola fatta per due volte sotto il naso ai cosentini, può trattarli da ipocerebrati con la storiella del ritardo degli stipendi per l’allarme dissesto.
Piuttosto Occhiuto ci dice che il tesoriere comunale non intende più effettuare anticipazioni di tesoreria perché non si fida della sua amministrazione. E come potrebbe fidarsi a leggere il provvedimento della Corte dei Conti e, da ultimo, il parere dei revisori sulla delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio?
Rivendica cifre monstre di spese e investimenti. I numeri sono numeri, dice. Ebbene, provate a sommare spese e investimenti di nove esercizi finanziari di un comune capoluogo e vedete se non ottenete risultati superiori, anche del 30%, a quelli rivendicati da Occhiuto. Provare per credere. D’altronde i numeri sono numeri.
Occhiuto tace invece sulla grave reprimenda che il collegio dei revisori ha espresso nei confronti del dirigente dell’ufficio legale, che non avrebbe comunicato immediatamente i debiti fuori bilancio. E sottovaluta pure, Occhiuto, la netta censura che fa la Corte dei Conti al dirigente responsabile del bilancio. Dovrebbe dire, Occhiuto, se questi sono dirigenti che ha trovato o che ha nominato.
Dovrebbe dire, il sindaco, se ha intenzione di sanzionare e, magari, rimuovere questi dirigenti, che hanno fatto peggio di uno stagista laureando a caccia di crediti formativi. Dovrebbe dire ancora, il sindaco, se non corrisponda al vero che avrebbe nominato un super consulente solo dopo l’allarme lanciato dalle associazioni (12 mila euro oneri esclusi per pochi giorni di lavoro).
Ma Occhiuto nel suo comunicato “sotto rete” non ci dice solo che il tesoriere (una delle principali istituzioni finanziarie del paese) si é messo paura per l’allarme di qualche associazione cittadina. Ci dice pure che é pronto a ricorrere contro il provvedimento della Corte dei Conti di Catanzaro che sancirà la dichiarazione di dissesto del comune.
La strategia é chiara: tirarla per le lunghe fino a scavallare le elezioni regionali; continuando a dire le solite panzane per farla sotto il naso, questa volta, all’intera Calabria. Panzane come quella secondo cui il dissesto del comune sarebbe già stato dichiarato nel 2010; ci piacerebbe leggere la delibera del consiglio comunale, che chiaramente non esiste.
Ci piacerebbe inoltre sapere che fine hanno fatto i 160 milioni di euro ottenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti per pagare i debiti pregressi una volta dichiarato il pre-dissesto solo qualche anno fa. Come sono stati spesi tutti quegli euro?
E con l’occasione chiarire a tutti la panzana del risparmio sulle spese del personale dovute solo ed esclusivamente ai pensionamenti di questi anni al Comune di Cosenza.
Fatevi due conti cosentini: Il personale dipendente dell’ente costa alle casse comunali 18 milioni di euro all’anno (parliamo di per circa 500 dipendenti), i consulenti esterni circa un milione i euro all’anno, saranno una ventina.
 
Il Coordinamento delle Associazioni Cittadine
 

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa indetta dalle associazioni Avanti Cosenza, Buongiorno Cosenza, Laboratorio Riformista, Oltre i colori, Comitato di azione civile “Cosenza Europa”, Italia in comune sezione 25 aprile Cosenza, Cosenza in Comune per un’altra idea di città, Cosenza socialista.

Una conferenza preparata nei minimi dettagli e coordinata da Valentina Falconi, che ha riscosso un successo evidente. Tanti, infatti, sono stati i comitati di quartiere che hanno preso parte, di fatto condividendo i contenuti proposti dalle associazioni promotrici. Questi i nomi: Comitato Via Panebianco, Comitato Casco, Area Storica Cosenza, Comitato Viale Mancini – Riapriamolo subito.

Molti gli interventi, tra cui particolare rilievo ha assunto quello di Sergio Nucci, veterano della politica cittadina, che ha messo in evidenza le grandi contraddizioni di un’amministrazione che cura nei minimi dettagli la forma e l’apparenza, ma che ha di fatto trascurato colpevolmente la sostanza della gestione comunale.

In tutti gli interventi si è registrato il senso d’allarme per un dissesto che è ormai nelle carte e che nemmeno l’estremo tentativo dilatorio dell’amministrazione Occhiuto potrà rinviare.

Con un linguaggio semplice e alla portata dei cittadini comuni, nel corso della conferenza stampa si sono spiegati i motivi di preoccupazione per una situazione in cui, ogni giorno che passa, il comune di Cosenza accumula nuovo deficit che, un giorno o l’altro, i cittadini saranno chiamati a ripianare.

Le associazioni promotrici e i comitati di quartiere aggiuntisi hanno manifestato la volontà di lavorare per ottenere l’accertamento del reale stato di crisi finanziaria e di cassa dell’ente e fanno appello perché , per il bene della città e dei cittadini, si lavori senza indugio al risanamento delle casse comunali.

Al termine della conferenza le associazioni promotrici e i comitati di quartiere si sono aggiornati ad una prossima riunione per definire le future iniziative comuni.

Buongiorno Cosenza, Laboratorio Riformista, Oltre i colori, Italia in comune sezione 25 aprile Cosenza,Cosenza in Comune per un’altra idea di città, Cosenza socialista, Avanti Cosenza , Comitato Via Panebianco, Comitato Casco, Area Storica Cosenza, Comitato Viale Mancini – Riapriamolo subito

Ho letto come tanti il documento che la Corte di Conti ha inviato al Comune di Cosenza avvisando che in assenza di puntuali e esplicative risposte da parte dell’Ente il dissesto del nostro comune sarà inevitabile.

Non è una bella notizia certo ma nessuno può dire che quanto scritto dai giudici contabili non fosse largamente prevedibile considerata l’ingente mole di spesa a fronte di una insufficiente flusso di entrate.

Più volte io, altri, tanti, abbiamo chiesto lumi su come venissero gestite le casse del Comune. Tante di quelle volte da diventare petulanti agli occhi degli ignari cittadini. E oltre a generiche e formali rassicurazioni mai alcuna chiara e circostanziata spiegazione su come si pensasse di uscire da un tunnel lungo decine di anni.

Morale della storia è che ci ritroviamo con un documento di ben 69 pagine scritto non da un contabile poco attento a norme e leggi bensì dalla Corte dei Conti che nel Paese è l’unico organismo deputato a dire se i conti degli enti pubblici vanno bene oppure no.

Dovei provare soddisfazione nell’apprendere che quello che pensavo si è verificato? No, assolutamente, perché penso a tutte le famiglie di cosentini che pagheranno sulla propria pelle una politica economica che avrebbe consigliato agli amministratori rigore e prudenza. Perché un dissesto se non è la fine del mondo è pur sempre un fatto che si abbatte come una calamità nella comunità dove si verifica.

E dunque penso alle famiglie a basso reddito con prole in età scolare che vedranno aumentare di colpo le rette per le mense scolastiche, ai giovani nuclei familiari, spessissimo monoreddito, che dovranno far fronte ad ancora più care rette per l’asilo dei proprio figli, a tutti quei contribuenti che saranno costretti a pagare tariffe ben più alte di quelle oggi praticate nel nostro comune; ai cittadini che ancora oggi utilizzano il mezzo pubblico come unica possibilità di spostamento e che subiranno le conseguenze del dissesto dell’AMACO, agli stessi dipendenti dell’AMACO che potrebbero finire dalla sera alla mattina per strada perdendo il proprio posto di lavoro, ai creditori del comune che molto probabilmente verranno falcidiati dalla procedura del dissesto aumentando così le difficoltà delle aziende che operano sul nostro territorio; agli operai delle cooperative che vedranno tagliati i servizi e quindi svanire la già misera possibilità di reddito, alle ditte impegnate nelle opere pubbliche poiché per i successivi 5 anni non si potranno realizzare nuove opere in quanto l’ente sarà impossibilitato ad accendere nuovi mutui, a tutti gli esercenti di pubblici locali che saranno costretti a maggiori spese a causa della condizione di dissesto. Penso ai cosentini che distratti da feste, celebrazioni e luminarie non hanno visto il baratro nel quale stavano precipitando.

Penso e chiedo. Chiedo a chi adesso è obbligato a dare risposte:

  • Dove finiti i 110 milioni ottenuti ai sensi del dl 35/2013 e dl 102/2013 per pagare i debiti arretrati verso i fornitori?
  • Dove sono finiti gli 11 milioni e mezzo di euro che i cittadini hanno pagato come tassa sui rifiuti dal 2013 al 2018 i e che non sono stati riversati alla Regione Calabria?
  • A chi sono stati venduti 10 milioni di immobili che mettete puntualmente tra i residui attivi e che non riuscite ad incassare? Dov’è il rogito che vi consentirebbe di tenerli in bilancio?
  • Che fine hanno fatto gli amministratori che dovevano controllare l’AMACO ed evitarne l’imminente dissesto?
  • Che fine hanno fatto i 23 milioni di anticipazione di tesoreria che dovevate restituire entro il 31 dicembre del 2018?
  • Quanti sono i milioni di euro di somme vincolate che avete utilizzato per il pagamento delle spese correnti?
  • Quanta spesa corrente avete pagato senza rispettare l’ordine cronologico delle fatture emesse dai fornitori?
  • Quanti avvisi di accertamento sono stati recapitati ai contribuenti per imposte già riscosse e magari esposte tra i residui attivi?
  • Quando farete la delibera dei debiti fuori bilancio che la Corte dei Conti attende dal dicembre 2017?
  • Quanto tempo occorre al dirigente del settore per realizzare una attendibile ricognizione dei debiti fuori bilancio?

 Non attendo risposte anche perché non ne arriveranno. MA stavolta sono soddisfatto perché non potranno esimersi di darle a qualcuno più in alto di me.

 Sergio Nucci

“Buongiorno Cosenza”

P.S.: la delibera della Corte dei Conti è scaricabile integralmente qui

Volevo rivolgere i miei più calorosi auguri agli 11 dirigenti vincitori di concorso (tra questi Alessia Loise, Antonella Rino, Walter Bloise, Giuseppe Filice, Matilde Fittante e Annarita Pellicori proponenti il ricorso),  che entreranno, entro 90 giorni da oggi, in servizio presso il Comune di Cosenza dopo aver vinto una causa durata anni e costata diverse decine di migliaia di euro alla collettività.

Sarà interessante capire chi risarcirà i vincitori del concorso bloccato (si parla di circa 500 mila euro) e soprattutto i cittadini di Cosenza per tutte le spese sostenute e da sostenere legate a questa vicenda.

Come dicevo ieri in un’altra nota tutti i nodi vengono al pettine ed una volta arrivati son difficili da sciogliere.

Per chi avesse tempo e voglia cliccando sul link è possibile prendere visione della sentenza di ottemperanza n° 3941/2019 della V sezione del Consiglio di Stato, pubblicata oggi .

Una sentenza che non ammette repliche e che non da possibilità ad alcun rinvio o differimento nominando fin d’ora, in caso di persistente inottemperanza, quale commissario ad acta il Prefetto di Cosenza.

Attendiamo, dunque, l’ottemperanza a quanto sentenziato dal Consiglio di Sato.

Auguri a tutti.

 

Link alla sentenza

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