nucci bwCaro sindaco Babbo Natale,  quest’anno con un po’ di anticipo ti scrivo la mia letterina, ma non una letterina di natale scherzosa, una letterina seria seria per chiederti un dono che so per certo potrai, se vorrai, regalare a me ed a tante persone che sul punto la pensano come me. 

Non pensare subito male però. Non ti chiederò di dimetterti, di andare via da Cosenza, di darci l’acqua o di non “pazziare” più con i sensi di marcia o le luminarie. Te l’ho scritto non è una letterina di burla è davvero la richiesta di un regalo che se arrivasse sotto l’albero, ma anche un po’ più in là, mi renderebbe davvero felice mi consentirebbe per una volta di dirti per davvero “bravo!”. 

Lo so forse a te non importerà nulla del mio bravo, avrai altri da accontentare con una determina o una delibera, ma anche io sono figlio di questa città ed anche io, spero, meriti il mio bel regalo di Natale. E veniamo al desiderio dunque. Caro sindaco-babbo natale per il 25 dicembre vorrei trovare sotto l’albero la Banca d’Italia. 

Ma cosa hai capito? Non la banca con tutti i milioni di miliardi di euro che contiene, non quella certamente bensì l’edificio della Banca d’Italia, quello per intenderci sul nostro Corso Umberto, da diversi anni in disuso e che so essere in vendita. Lo so è un po’ costoso come regalo ma pensa a quante cose potresti fare in quell’edificio che nella nostra storia ha sempre avuto un suo fascino. Potresti realizzare un museo. 

Pensa il Museo dei cosentini con esposte magari le opere custodite nelle nostre case ed offerte in comodato al museo. Oppure il palazzo di rappresentanza del comune dove ospitare cerimonie di un certo tenore. O ancora la sede, questa si di prestigio, per le lauree di ingegneria dell’UNICAL. Certo non un McDonald, per quello ci hai già pensato, ma di cose hai voglia ad inventarsene una volta che il comune ne entra in possesso. Io è un po’ che ci penso e per la verità immaginavo fosse venuta anche a te in mente l’idea di acquisirlo, ma fino ad oggi non hai speso una parola per questa bella costruzione che mestamente si avvia all’abbandono più desolante. 

Adesso con la mia letterina magari si accenderà anche nel tuo di cervello una lampadina. Vuoi vedere che il palazzotto della banca d’Italia non possa tornare utile alla nostra città? Dimostreresti anche che non è vero quello che dicono i maligni ovvero che tu hai come chiodo fisso la regione e che della città non ti importa più nulla. Lo so che pensi che io merito solo cenere e carbone ma ti prometto che se regali a Cosenza la banca d’Italia (il palazzotto) io farò il bravo almeno per sei mesi, lo giuro solennemente. Allora che dici? Posso aspettare sotto l’albero il regalo che ti ho chiesto? Intanto ti ringrazio anticipatamente e resto a disposizione per farti conoscere la società che gestisce il patrimonio immobiliare della banca dello stato. Mi raccomando. Ci conto davvero e.. buon natale.

Sergio Nucci

NucciStanotte ho fatto un sogno. Non un incubo, un sogno. Ho sognato che un uccellino, posatosi sul capezzale del mio letto, cominciava ad elencarmi tutte le chiusure e le inversioni dei sensi di marcia della nostra città, giusto alla vigilia delle festività natalizie, periodo, come si sa, caratterizzato da traffico e confusione. Ripeto non era un incubo, del resto il cosentino si abitua a tutto: alla mancanza d’acqua, al traffico impazzito, alle tasse salatissime, alla spazzatura per strada, figuriamoci ad un cambio di senso di marcia. Al cosentino il cambio di un senso gli fa un baffo. Era un sogno, soltanto un sogno che però mi disvelava scenari nuovi, o meglio verità non dette se non del tutto negate. Una ad esempio ha colpito la mia già fervida fantasia. L’uccellino - che ho battezzato prontamente della comare, perché i pettegolezzi li fanno le comari - con aria supponente, tra il misterioso e l’orgoglioso, mi annunciava la notizia che non ti aspetti. E mi sussurrava queste parole: “hai visto i varchi sulla ZTL nella zona di via Montesanto, quelli con le telecamere, che qualcuno in pompa magna ha annunciato sarebbero partiti dopo la fine delle festività di Natale? Bene. Quei varchi diventeranno attivi prima delle feste, nonostante gli impegni assunti finanche dalla commissione trasporti del comune”. Lì per lì, sinceramente non ho fatto davvero caso a quanto l’uccellin della comare mi aveva riferito, ma stamane, al mio risveglio, quella “cantata” mi è ritornata in mente e così un po’ per gioco, un po’ per davvero, ho voluto farvene partecipi. E ancora adesso sto a pensare: vuoi vedere che prima di Natale attiveranno i varchi nonostante abbiano promesso ai cosentini che avrebbero rimandato questo provvedimento a subito dopo le feste? Mi distraggo pensando che alle feste manca davvero poco. Basterà aspettare qualche giorno per capire se il mio uccellino fosse un canterino menzognero o una gola profonda, che di questi tempi sembrano aumentare a Palazzo dei Bruzi. E quindi..?! ….attendo fiducioso.

nucci02 La richiesta da parte di centinaia di cosentini di convocare un consiglio comunale che discuta sulla possibile fusione delle città di Cosenza e Rende, non è stata ancora iscritta nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale della città dei Bruzi.

Eppure il dibattito, apertosi in città sull’ipotesi di conurbazione, aveva raccolto interesse e sostegno in settori politici eterogenei, tutti accomunati nell’idea che i vantaggi di un simile progetto, avrebbero travolto il pregiudizio che lo accompagna da sempre.

Finanche nelle amministrazioni dei comuni interessati, l’idea di avviare una riflessione su questa eventualità ha trovato autorevoli sostenitori bipartisan. Cosenza ha addirittura approvato una delibera sulla fusione, la n°63 del l’8 maggio 2017. Ma nonostante questo importante adempimento, il Consiglio comunale della città capoluogo non è stato ancora investito della questione.

Come Buongiorno Cosenza, abbiamo favorito la raccolta delle firme per richiedere l’iscrizione del punto all’o.dg. per due semplici ragioni: da un lato, ci convincono i motivi ed i vantaggi per i quali si dovrebbe ricercare un'unione tra entità geograficamente separate ma unite da storia e prospettive e dall’altro, dalla consapevolezza che, quanto più dal basso nasce un'esigenza unificatrice, ovvero dagli stessi cittadini, tanto più la politica dovrebbe assecondarla ed infine guidarla nei processi realizzativi e nelle prospettive di sviluppo.

A questo punto ci sentiamo chiamati in causa a sollecitare, unitamente a quanti in questi giorni lo hanno già fatto, in primis al movimento Io Partecipiamo, di avviare nelle varie assisi comunali un sereno, franco, proficuo ed imparziale ragionamento sull’intera questione. E solo dopo affidare ad un auspicabile pronunciamento popolare la decisione ultima se proseguire sull’idea della fusione o rinunciare a questa opportunità.

Siamo sempre più certi che, in un momento così delicato per la vita del Paese nel quale le spinte scissioniste, legate a pericolosi populismi, riaffiorano soprattutto in realtà più fortunate e ricche, in territori come il nostro un segnale di civiltà e di controtendenza debba essere esaltato e valorizzato, mettendo da parte campanilismi e progettando assieme il futuro dei nostri figli.

Sergio Nucci – Buongiorno Cosenza

nucci bw 

Non tende a placarsi la querelle tra comune e cittadinanza, nata all’indomani delle modifiche al traffico intervenute in città l’8 di settembre per il riverbero negativo che le scellerate decisioni, adottate con fantomatiche ordinanze, stanno tuttora arrecando alla comunità.

Forse a Palazzo dei Bruzi pensavamo che i cosentini, abituati ormai a tutto, dalle indagini senza seguito ai crolli del centro antico, avrebbero accettato passivamente anche queste sperimentazioni - perché di sperimentazioni si parlava - senza un mugugno e senza una protesta. Ma così non è stato. Anzi, il malcontento da quel giorno non si è fermato un attimo. I social sono pieni di immagini di file chilometriche, di macchine in doppia e terza fila, di controlli inesistenti, tutte condite da appelli alla ragionevolezza ed al ripensamento. Perché in fondo in fondo il cosentino medio non aveva perso le speranze di rivedere tutto tornare com’era prima di quel drammatico venerdì.

Sapeva che quei provvedimenti incardinati nelle ordinanze a firma del comandate pro tempore della municipale potevano in parte o totalmente essere rivisti “… in via sperimentale … dall’8 settembre 2017 al 31 gennaio 2018”, e tutto si sarebbe aggiustato. Ci sperava, ma così non è stato. La doccia fredda – ma non con l’acqua del comune che ancora latita nei nostri rubinetti - è arrivata puntualmente il 17 di ottobre a sconfessare quanto le ordinanze racchiudevano.

Ma quale sperimentazione? .. quale provvisorietà? In barba ad inesistenti PUT (Piano urbano del traffico) ePUSM(Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) la volontà autentica dell’amministrazione si è disvelata in modo inequivocabile.

La Delibera n° 131 dello scorso 17 ottobre parla chiaro:  nessuna prova, nessun monitoraggio, nessun confronto con commercianti e cittadini. Via Roma è e resterà chiusa per sempre, o almeno fino a quando non cambiamo sindaco. L’atto di giunta, rivela l’arcano poiché approva la realizzazione di un‘area pedonale (una piazza) su via Roma tra la scuola elementare e quella media, con tanto di impegno di spesa per la modica cifra di trecentomila euro circa (che poi verrebbe da chiedere dove mai prenderanno le risorse atteso che il nostro comune, viste le tasse che paghiamo, è ridotto alla canna del gas in quanto ente in pre-dissesto).

Ma il tempo resta galantuomo. E stavolta in un lasso di tempo veramente breve ci ha restituito la verità.

Neanche la pazienza di attendere il 31 gennaio 2018 – termine conclusivo della fase sperimentate - ed ecco bello e pronto il pacco preconfezionato. Con un atto di giunta si notifica alla città che quelle modifiche sono quelle e basta.

Nessuna analisi sul traffico. Nessun rilevamento dei rumori e delle polveri sottili. Nessuna interlocuzione con i commercianti. Questo è e basta! Mi auguro che stavolta ci sia qualcuno, a Berlino pronto ad intervenire in difesa di cittadini oppressi ed indifesi.

Qualcuno che sanzioni questo modo di gestire la cosa pubblica e condanni questo atteggiamento dittatoriale.

Sposare cosi supinamente tutto quanto viene deciso può sembrare naturale per chi ha scelto questo sindaco e per chi fa parte di questa maggioranza. Riesce però incomprensibile constatare che alcuni, che dovrebbero rappresentare l’opposizione in questa città, accettano con egual spirito queste decisioni calate dall’alto.

Ma poi verrebbe da chiedersi: ci fanno o ci sono?

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

nucci bw Ci sono battaglie di civiltà che devono essere combattute senza se e senza ma. Battaglie di libertà vere, non di convenienza o per aumentare i propri consensi. Di quelle che tutelano la gente che non ha voce, gli ultimi, gli invisibili. 
Io ho deciso di combatterle queste battaglie e di schierarmi sempre dalla loro parte, costi quel che costi, anche una non elezione o anche il dileggio di chi non la pensa come me. E' questo il motivo per il quale sarò sempre a fianco di coloro che vorrebbero giustizia ed equità sociale e non riescono ad ottenerle. Di quanti chiedono che non esistano più figli e figliastri. Di quelli che la notte non dormono a Santa Teresa o di quanti abbassano le saracinesche perché questa amministrazione non ha una politica del commercio. Di coloro che vorrebbero poter vedere uscire dai propri rubinetti l’acqua che non c'è mai e di quelli che chiedono una città più pulita al centro come nelle periferie. Di quei genitori che pensano che i figli dei quartieri popolari abbiano gli stessi diritti dei bimbi del centro città e di quanti vorrebbero vedere un vigile nella propria zona per controllare il territorio e non subire i soprusi di chi non è controllato. Di quanti pensano che hanno un figlio disoccupato e non leggeranno mai il proprio nome in quelle determine che elargiscono soldi a destra e a manca e di quelli che vorrebbero che per le politiche sociali venissero spesi un tantino di euro in più magari togliendoli a feste e luminarie. Di quanti la mattina aspettano per prendere un mezzo pubblico che non si sa quando passerà e di quelli che vorrebbero che la città antica tornasse a splendere.
A fianco di tutti loro io ci sarò sempre e sarò anche al fianco di chi si farà promotore di queste legittime richieste nei palazzi della politica. Perche la cosa più atroce che alla fine vivono sulla propria pelle coloro che diventano portavoce di queste battaglie è la solitudine cui sono costretti dalla diffidenza, dall’appartenenza, dal’ottusità, dalla dietrologia di chi non li considera in buona fede.
L’armiamoci e partite, che tanti danni ha fatto perché ci ha relegato nel nostro “particolare”, consente a chi governa di non interloquire con una massa di gente esasperata ma con piccoli gruppi dei quali non tener conto e contro i quali aizzare persone e personaggi che hanno interessi eguali e contrari se non peggio.
Partendo dall’esperienza di via Roma piuttosto che dalla protesta per il degrado del nostro centro - e chi più ne ha più ne metta - alziamo la testa per rivendicare il rispetto dei nostri diritti. Nulla di più. Se queste cose saremo in tanti a chiederle forse riusciremo ad ottenerle. E tutto ciò ad una condizione: saper riconoscere a chi le realizzerà di averle fatte.
 
Sergio Nucci

Cerca

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra navigazione su di esso . I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookies che utilizziamo e come cancellarli, vedi la nostra politica sulla privacy.

  Accetto i cookies da questo sito.
EU Cookie Directive Module Information