Mercoledi, 20 Feb 2019 ore 05:50

Da ANSA:
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L'intervista a La Provincia di Cosenza

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Diciamocelo francamente. Sono in tanti a ritenere quantomeno paradossale l’offensiva del Pd nei confronti del sindaco Occhiuto. Tutti sanno che Nicola Adamo e tutti i suoi discepoli sono stati i “registi occulti” del trionfo di Mario l’architetto e dell’affossamento dell’avvocato Enzo Paolini. E tutti sanno che il Pd non ha mai fatto opposizione prestandosi spesso e volentieri al ruolo di “stampelle” della maggioranza. L’unico che ha sempre fatto opposizione coerente è stato ed è Sergio Nucci, capogruppo di “Buongiorno Cosenza”.

1. Lei è accomunato al gruppone che dopo le Regionali si è messo a chiedere la testa del sindaco Occhiuto. Ma fino ad ora questi dov'erano, quando lei si prendeva gli insulti (ipocriti, mistificatori) del sindaco? Eppure la minoranza è formata da autorevoli esponenti del Pd (tra cui l'ex sindaco) e della sinistra.

Non ho mai avuto problemi ad affrontare anche da solo l’avversario. Uno ci nasce in un modo, non ci diventa. Non ho problemi ad essere definito oppositore del sindaco, ma rifiuto l’appellativo feroce. Io sono tenace, non feroce. Non mollo se penso di essere nel giusto. Non so dove fossero i miei compagni di minoranza fino ad oggi, certo è che il sindaco non personalizzerebbe così come invece fa, se fossimo un gruppo più compatto. Per stare in silenzio o fare qualche denuncia spot fino ad oggi avranno avuto le loro buone ragioni...

2. In sostanza però la lasciano in una situazione di isolamento. Cosa risponde al fuoco amico che le imputa di fare opposizione solo perché non ha ottenuto una poltrona da assessore?

Chiariamolo una volta per tutte. Ad inizio consiliatura, dopo il sostegno al sindaco al ballottaggio, sostegno ottenuto a fronte dell’impegno di realizzare sei punti programmatici, mi è stato offerto, in presenza di altri amici del movimento Buongiorno Cosenza,  un assessorato che ho gentilmente rifiutato. Ero convinto che non avrei sfigurato in un ruolo meno politico è più istituzionale (presidente del consiglio), ma quel ruolo, inizialmente vacante, era diventato molto ambito proprio nei primi giorni della sindacatura Occhiuto. Quindi la balla dell’assessorato non avuto era è e sarà sempre una balla.

3. Si può secondo lei criticare il Comune e poi accettare delle consulenze?

Se chi ottiene gli incarichi li ottiene non perché vende la propria coscienza non trovo nessun problema. Diverso il discorso se chi accetta incarichi lo fa a scapito della propria indipendenza ed dei propri principi.

4. Facciamo un gioco: tre cose buone che ha fatto il sindaco e tre cattive.

Dunque, buone: il sottopasso di viale della repubblica certamente. Lo slargo della fontana dei due leoni e il restauro di statue e opere d’arte in città. Le tre cattive: la scorta personale: non solo è dispendiosa e limita la possibilità di avere un servizio di vigilanza notturno, ma è ingiustificata. Vedere dei vigili urbani in attesa del sindaco che pasteggia o sorseggia nei bar la sera fa davvero rabbia. E ancora la politica degli annunci e l’incapacità di ascoltare il prossimo riconoscendo che non si è depositari della verità.

5. Ma allora perché secondo lei questo sindaco gode di consenso popolare?

Una cosa è il consenso di Facebook, una cosa il consenso effettivo. Questo sindaco non dimentica certo le luminarie le feste i frizzi ed i lazzi, ma scorda le politiche sociali in questa città. E su questo sarà giudicato dalla Cosenza che soffre e che grida aiuto.

6. Su piazza Santa Teresa avete posto il problema delle priorità e della quiete pubblica. Avete i commercianti contro, secondo i quali non siete in linea con la “primavera della città”, come risponde?

Io credo che nessuno sia contro le attività commerciali ed il loro diritto di lavorare. Il problema si pone nei confronti di alcuni avventori assolutamente incivili che con la loro maleducazione limitano il diritto ad una pacifica e civile esistenza degli abitanti della zona. A ciò si aggiunga la assenza completa di controllo nelle ore notturne nelle zone della movida ed il gioco è fatto. Ha mai percorso via Caloprese la sera di sabato? Ha mai visto l’area pedonale di corso Mazzini invasa dalle auto? Il venerdì sera è passato da piazza santa Teresa?  Tutto questo è possibile se nessuno controlla. L’anarchia regna sovrana  e a pagare sono quelli che le regole le rispettano.

7. Cosenza si rifà il look. Ci sono decine di cantieri aperti. Lei è consigliere comunale, ha più facilità di accesso agli atti. A chi sono affidati questi appalti? Si fanno regolari gare o sono affidamenti diretti? Chi sta ridisegnando il volto della città?

Sulla facilità d’accesso agli atti ho qualche dubbio. Sono andato più volte in procura a denunciare che non me li davano, ma non è successo nulla. La cosa bella è che questa città viene disegnata in una sola stanza e senza che i consiglieri comunali ne sappiano qualcosa. Questo è triste non tanto per me o per noi che siamo minoranza, ma per i consiglieri di maggioranza che dovrebbero ben conoscere il futuro della propria città e sempre più spesso lo ignorano.

8. Caso Clini. Il sindaco dice a Report: è giusto affidare dei lavori a chi si conosce. Lei è d'accordo con questa linea di pensiero?

Se le persone che si conoscono sono oneste e si applica un criterio di sana rotazione, va bene. Diversamente no. Ma lei sa che i supporti al Responsabile unico del procedimento (ossia i consulenti esterni che “aiutano” i tecnici del comune magari a progettare tre gradini) sono affidati dai dirigenti senza avviso pubblico?  Ma lei sa che per combinazione i dirigenti scelgono sempre persone vicine all’amministrazione? Vede un po’ queste coincidenze. Basterebbe una volta ogni dieci un sorteggio... ma non capita mai.

9. Come giudica la politica delle feste? Trova qualche analogia con la "primavera reggina"?

In riva allo stretto c’era il modello Reggio, da noi il modello "peggio". Peggio perché qui non ci sono soldi, ma si spende come se le casse fossero sempre piene. E poi qualcuno ci viene a dire che in questa città negli ultimi decenni si è speso l'inverosimile. Chiariamo una cosa: prima dell’elezione di Giacomo Mancini il comune aveva un attivo di oltre sessanta miliardi di lire. Cifre certificate. Oggi il passivo dicono si aggiri intono a i 150 milioni di euro. Ora far di conto è facile: dopo Mancini c’è stato Mancini, poi la Catizone e poi Perugini. Se la Catizone è stata troppo poco e Perugini non ha fatto niente, il “colpevole” resta uno: Mancini. E allora perché non si dice chiaramente chi ha creato il buco nelle case comunali? Ma se poi si critica Mancini come si fanno ad inaugurare o completare tutte le opere che ha pensato o realizzato Giacomo Mancini? Questo sarebbe un bel problema.

10. Lei ha una banca dati delle determine dalla quale sono emerse alcune notizie poco edificanti per il Comune, ci fa un riassunto delle più eclatanti?

Incarichi sempre agli stessi nomi, lavori sotto soglia e quindi affidati senza gara, frazionamenti delle spese e via discorrendo. Materiale da corte dei conti. Faccio un esempio per capire: ci sono marciapiedi o bitume da rifare? Non si fa una gara unica da qualche milione d’euro, ma tanti piccoli affidamenti discrezionali. Secondo me tutto questo cozza violentemente con la politica della trasparenza e dell’equità. Ma come si dice: a pensar male si fa peccato.

11. Come procede piazza Bilotti? Quante inchieste ci sono sopra? E possiamo dire che la magistratura arriva dove si ferma la politica?

Molte zone d’ombra su piazza Bilotti. La perizia geologica copiata. Le mancate autorizzazioni del genio civile. Il cemento depotenziato. Piazza Bilotti sarebbe stata un’opera strategica venti anni fa. Oggi sinceramente appare anacronistica. Non si vogliono le auto in città ma si fanno arrivare in pieno centro. Dicono che non si potevano perdere 2 milioni di fondi europei, ma poi se ne perdono 160 per la metropolitana leggera. Sempre lo stesso discorso. Un principio vale per una cosa ma non per l’atra. Allora non è un principio, è una convenienza.

12. Ma secondo lei, oggi, chi comanda davvero in città? E' possibile, ora come ora, avere un'opinione diversa da quella dominante dell'amministrazione? Ci rivede un link con il clima della vecchia amministrazione Mancini?

Mancini con pregi e difetti era uno statista, oggi di statisti non ne vedo in giro: invece vedo sempre tanti nani e tante ballerine... purtroppo. Circa la domanda su chi comanda in città la risposta è facile: oggi comanda Occhiuto con il suo entourage consolidatosi al comune, alla provincia e nel suo nuovo partito. Altri fanno finta di comandare, ma in realtà sono comprimari utili alla bisogna. E che verranno scaricati se ritenuti inutili o scaricheranno il comandate prima che la nave affondi.

13. E i giornali come si collocano in questi rapporti di potere?

Sincero? Mi piacciono i giornali ma soprattutto i giornalisti che vanno a fondo. Che scavano, studiano, si informano non quelli che pubblicano le veline. Da noi qualche “eroe” c’è, ma sono davvero in pochi. Se ce ne fossero di più le cose andrebbero certamente meglio... ed io mi sentirei meno solo

14. Cosa pensa delle prebende distribuite dal sindaco-presidente tra Comune e Provincia per puntellare la maggioranza?

O tempora o mores. Se c’è chi si vende, c’è chi compra. Con questa crisi oggi più di ieri. Non è etico... ma è tanto conveniente per le parti.

15 Un po' meno per la città. Ma chi sono oggi gli amici del sindaco e quali i nemici?

Sicuramente tra gli amici coloro che riconoscono a questo sindaco la capacità di cambiar loro la vita. In meglio si intende e in tutti i sensi. Tra i nemici coloro che hanno chiesto e non hanno avuto nulla, coloro che non hanno chiesto e non hanno avuto nulla e coloro che pensano che qualcosa di meglio si possa pretendere.

16 Facciamo un altro gioco. Immaginiamo le prossime elezioni a Cosenza, chi butta giù dalla torre un politico avverso all'amministrazione come lei, Occhiuto o Nicola Adamo?

Nicola Adamo ha detto pubblicamente che non vuole candidarsi nè alle primarie nè a sindaco. Sto alle sue parole. Resterebbe solo Occhiuto sulla torre, ma questo non sarebbe un buon motivo per non buttarlo giù.

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