Mercoledi, 20 Marzo 2019 ore 00:42

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Il merito non paga

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Non c’è pace per i vincitori del concorso per dirigente al Comune di Cosenza, dopo la Sentenza del Consiglio di Stato a loro favorevole, o almeno così sembra, per tutti gli atti che questa amministrazione sta producendo al posto dell’unica decisione che invece avrebbe dovuto prendere, ovvero assumere gli aventi diritto.

Nei giorni scorsi si è addirittura modificata la graduatoria dopo aver preso atto della mancanza di requisiti di due dei vincitori (ci son voluti ben 7 anni e mezzo!), ma di chiamare questi professionisti a svolgere il lavoro per il quale hanno vinto un regolare concorso, e speso una marea di soldi che alla fine pagheremo noi, non se ne parla proprio.

Eppure di atti controversi questa vicenda ne presenta molteplici. Uno dei più eclatanti e sul quale a mio parere non si è affatto discusso, è quello che ritroviamo nella delibera di giunta, n°160 del 26 ottobre scorso, che prende atto, solo formalmente, del parere dei Revisori dei conti, nonostante le indicazioni e prescrizioni da questi fornite non consentano interpretazioni.

Tutto parte dal “Fabbisogno del Personale 2018-2020” e dal “Piano assunzionale 2018”, atti   che necessitano di un parere obbligatorio preventivo dei Revisori dei Conti e che prevedono l’assunzione dei dirigenti dilazionata in tre anni.

Mettendo nero su bianco i Revisori, consultati in maniera postuma rispetto all’adozione del Piano dei Fabbisogni, nel parere obbligatorio censurano l'amministrazione per le decisioni politiche, non supportate, a ben vedere, da ragioni tecniche e amministrative; evidenziano l’operato strumentale del Dirigente del Settore Personale e del Dirigente del Settore Bilancio per non aver seguito i passi procedurali di normativa e muovono importanti rilievi formali e di merito riguardo a violazioni di normative di finanza pubblica.

Venendo al dunque, secondo i Revisori le risorse per assumere i dirigenti di ruolo sono disponibili e vengono rispettati i vincoli di finanza pubblica dettati dalla normativa vigente, per cui, non rilevando ostacoli, non ritengono giustificabile dilazionare le assunzioni nel triennio 2018-2020, essendo disponibili e vacanti i posti in organico dirigenziale.

Ma c’è di più. Nel parere i Revisori scrivono che “vi è già ora una carenza importante di dirigenti a tempo indeterminato e che si accentuerà da qui al 2020, potendo provocare tale circostanza, problemi organizzativi all'ente, oltre che una ingiustificata ripartizione del fondo retribuzione di risultato e di posizione di euro 635.218,09 tra un numero inferiore di soggetti, poiché la ripartizione è parametrata alla media dei dirigenti in servizio al 31/12/2016".

In sostanza i Dirigenti del Settore Personale e del Settore Bilancio, in possibile conflitto di interessi per la loro posizione dirigenziale a tempo determinato, conferita nelle more del reclutamento di personale di ruolo tramite concorso, predispongono atti, forse con l’obiettivo di dilazionare le assunzioni dei legittimi dirigenti, e vengono clamorosamente smentiti dall'organo di revisione contabile che addirittura mette in luce possibili indebite attribuzioni di risorse per i dirigenti attualmente in servizio.

E’ arrivato il momento di chiedersi quando finirà l’accanimento di questa amministrazione contro i dirigenti vincitori di concorso. Cosa resta loro ancora da fare per veder attuata quella giustizia che il Consiglio di Stato ha decretato dopo oltre 7 anni? Possibile che non esista un giudice sensibile alla condotta dell’amministrazione che sta costando alle casse dell’Ente centinaia di migliaia di euro?

Di certi fino ad oggi ci sono i circa centomila euro di sole spese legali, comprendenti le parcelle dei difensori esterni del comune e le spese di soccombenza da pagare ai ricorrenti, oltre, naturalmente, al risarcimento danni che si sta concretizzando.

Cosa ancora deve accadere prima che la giustizia dei tribunali trovi applicazione nelle stanze di Palazzo dei Bruzi?

 Sergio Nucci

“Buongiorno Cosenza”

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