Domenica, 22 luglio 2018 ore 22:35

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I Comunicati

Piovono calcinacci

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calcinacci-696x928 Nel 2009 la Sony Pictures Animation ha prodotto un film d’animazione dal titolo “Piovono Polpette”. Già questo titolo a noi cosentini rievoca un’illustre pietanza ma c’è sempre spazio al miglioramento, ed ecco che nel 2018, dopo 9 anni, è andato in scena “Piovono Calcinacci”. Solo il fato ed il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale hanno fatto si che nessun danno si verificasse e che, questa caduta di materiale dalla Sopraelevata portasse soltanto alla chiusura del tratto stradale sottostante. Parliamo di una struttura di una certa rilevanza, in modo particolare alla luce delle ormai prossime variazioni che il sistema di mobilità cittadino subirà. Negli ultimi mesi, la stessa, ha beneficiato di interventi sul manto stradale, sicuramente necessari per le condizioni dell’asfalto, ed ancora ne necessita in altri tratti. Oggi chiede a gran voce, semmai vi fossero stati dubbi in tal senso, che c’è bisogno di una manutenzione a più ampio raggio.Ben vengano dunque le azioni volte a rivitalizzare la città, ben vengano le esposizioni di Dinosauri (a grandezza naturale o in miniatura), ma crediamo sia necessario anche dedicarsi ad un piano strutturato di manutenzione degli edifici e delle strutture, oltre che ad un suo successivo continuo aggiornamento. Affinché i cittadini possano vivere la città con il giusto spirito ed in piena sicurezza, indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

Nuccio Tangari – Buongiorno Cosenza

Il sindaco di tutti

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 occhiuto-nolè-commemorazione-defunti “Sarò il sindaco di tutti”. Questa frase l’abbiamo ascoltata e letta decine e decine di volte, e come sempre è stata disattesa, e non crediamo di sbagliare nell’affermare che anche nelle stanze dei bottoni, quei luoghi dove vengono prese le decisioni ed i relativi provvedimenti, sia in vigore una ZTL che inibisce l’accesso a chi ha idee contrarie e vorrebbe esprimere le sue ragioni, non per imporre ma per dialogare.
Apprendiamo da fonti a noi vicine che oltre le prese di posizioni di associazioni di categoria, di movimenti civici e di singoli cittadini, sull’istituzione della ZTL nel centro storico si sia espressa anche la Curia, attraverso un incontro avvenuto tra rappresentanti ecclesiastici ed il primo cittadino.
In questa sede la Curia avrebbe dapprima richiesto una revisione dell’ordinanza, salvo poi minacciare neanche troppo velatamente il trasferimento nel Comune di Rende.
Dialogo chiesto anche dai rappresentanti di commercianti, imprenditori enti privati etc., attraverso una lettera in cui si chiede la sospensione del provvedimento e la possibilità di evidenziare tutti i risvolti negativi di questa ordinanza. Ma non finisce qui perché, seppur vi siano sempre i soliti tentativi di screditare gli altri, in questa lettera si citano anche delle controproposte.
Che sia chiara una cosa, queste persone sono mosse da interesse, ed è assolutamente corretto che sia così. Queste persone vivono nel centro storico, operano in questo luogo, i propri guadagni necessari per vivere dignitosamente arrivano grazie ad attività ubicate nella parte storica della città.
Persone che quotidianamente vivono dei disagi, da stamani ne avranno altri.
Crediamo che tali motivazioni possano bastare per far capire quanto sia impattante e importante tale decisione.
Ricordiamo a quest’amministrazione che è nella norma che ad una reazione risponde una reazione.  Sino ad oggi abbiamo registrato civiltà, educazione e contenuti.
Ed allora la prima cosa che chiediamo, è l’abolizione della ZTL nei processi decisionali della città. Chiediamo il ripristino di tavoli di discussioni anche e soprattutto con le realtà (di qualsiasi genere, politiche e non) non rappresentate a Palazzo dei Bruzi.
I processi di democraticità devono essere sia interni sia esterni alla casa comunale.
Dopo il calo demografico dei residenti, dobbiamo registrare ulteriori segni negativi nel commercio e nella perdita di enti (civili ed ecclesiastici)?
“Sarò il sindaco di tutti”, questa è l’ennesima opportunità di dimostrarlo. Speriamo di essere smentiti

Buongiorno Cosenza

Te lo ricordi il Bar Manna?

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piazza-kenned3 Te lo ricordi il Bar Manna? Non è il solito refrain, è il nostro modo per iniziare una triste argomentazione su ciò che sta accadendo e che è destinato a proseguire, probabilmente con enfasi maggiore, nel prossimo futuro.

Te lo ricordi il Bar Manna?

Quante volte lo abbiamo detto o sentito dire noi che abbiamo superato gli anta? Ora è giunto il momento di essere consapevoli che ormai frasi di questo genere appartengono allo scrigno dei ricordi.

Fino a qualche anno fa la chiusura di un esercizio commerciale era cosa rara e si dava a questi eventi un enorme risalto, lasciando in dono tristezza e malinconia perché con quella chiusura anche un pezzetto della nostra vita si chiudeva.

Si riusciva ancora a godere del lato umano delle cose, si riusciva ancora a vivere con la giusta considerazione un evento negativo, non restando impassibili ed indifferenti.

Oggi è diverso.

Le attività aprono e chiudono alla velocità della luce e non hanno il tempo di imprimere in noi, nessun segno. Vi è una costante azione volta a distogliere l’attenzione da alcuni problemi, provando a far percepire una città che è molto diversa dalla realtà.

Forse per questo non ci fa effetto un Corso d’Italia con decine di saracinesche abbassate, Corso Umberto antico crocevia dei clienti della provincia, da tempo abbandonato da tutti, o un Corso Mazzini ormai privo di quei negozi eleganti e profumati che rendevano peculiare la nostra città. Oggi c’è spazio solo per alcune categorie, perché maggiormente aderenti al concetto di città ed al modo in cui essa viene vissuta.

Possibile che sia tutto giustificabile con un affrettato e banale...”c’è crisi !”?

Lo spauracchio che da anni ci terrorizza ma che poi in realtà conosciamo bene, perché in questi luoghi la crisi l’abbiamo sposata da secoli e spesso si è costretti a vivere un ménage fatto di piccoli trucchi per risparmiare e comparire.

Eh maledetta crisi...ma non quella di cui abbiamo parlato prima. O meglio non solo lei

La crisi vera è quella della mancanza di idee per rilanciare in modo sano il bel commercio di una volta.

La crisi vera è la mancanza di considerazione del pensiero e delle necessità dei cittadini e degli effetti che si riversano sul tessuto socio economico, nel momento in cui vi sono scelte da assumere.

Questa è la vera crisi. L’impoverimento delle coscienze.

Maria Grazia Cavaliere – Nuccio Tangari

“Buongiorno Cosenza”

Non spegnete le luci del Centro Storico

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th2 Alla luce della nuova ordinanza relativa alla ZTL, che ricordiamo entrerà in vigore il prossimo 9 luglio, non possiamo che esternare il nostro pensiero anche su ciò che il centro storico sta concretamente rischiando di subire.
Dobbiamo innanzitutto riconoscere il grande senso di civiltà della lotta e della protesta, messa in atto dai commercianti e dai residenti del luogo.
Un protesta mossa da preoccupazioni concrete e che trovano una condivisione anche nel resto della città, nella Curia che nelle sedi opportune ha manifestato la propria preoccupazione ed il proprio dissenso, sul provvedimento prossimo all’attuazione.
Con questo nostro comunicato vogliamo affermare e/o confermare, la nostra piena solidarietà e vicinanza a tutte le persone, ad iniziare dall’amico Umile Trausi, ed a tutte le categorie interessate, a tutti i cittadini, alle associazioni ed ai movimenti che continuano ogni giorno a chiedere un tavolo di discussione, che possa generare poi dei provvedimenti che hanno delle caratteristiche ben precise: essere strutturali, essere capaci di contribuire ad una vera e propria rinascita del luogo che per storia, cultura, arte dovrebbe occupare un posto sempre più importante nelle decisioni e nei progetti di un’amministrazione che invece non ascolta, non comprende le esigenze e che impone le proprie scelte invece che condividerle.
Volendo essere un minimo pragmatici, ci chiediamo e gradiremmo una risposta da chi ha pensato a questo provvedimento e lo ha firmato:
 
1.    Come può una persona rivolgersi, ad esempio, ad un restauratore che ha il proprio laboratorio nel centro storico?
 
2.    Come può una persona raggiungere senza troppe peripezie o disagi la Curia o recarsi ad acquistare materiale di abbigliamento o di oggettistica sacra?
 
3.    Come può una persona recarsi in farmacia?
 
Sono tutte domande legittime e purtroppo sono solo le prime di una lunga lista.
In questo modo i rischi di emarginare un luogo che già risulta tale è altissimo. I danni rischiano di essere molti sia sotto l’aspetto sociale sia sotto l’aspetto commerciale.
Chiediamo quindi l’applicazione del buon senso, che mai come negli ultimi tempi sembra essere diventato una chimera.
 
“Buongiono Cosenza”
 

Il rispetto della Legge non si annuncia, si pratica

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bilancia Se non fosse inverosimile potremmo anche crederci. Questa la chiosa all’annuncio che il sindaco sbandiera ai quattro venti in previsione degli sgomberi degli stabili occupati dai non aventi titolo: “Rispetteremo le leggi dello Stato”.

Quasi una battuta da cabaret, una di quelle boutade che, visto il pulpito, ti farebbero venir voglia di piegarti in due dalla grasse risate.

Eppure l’ha detto: “Rispetteremo le leggi…” . Ora il senso alla frase ognuno lo può dare come meglio crede: “Rispetteremo, come abbiamo sempre fatto”, oppure “Rispetteremo in questa occasione”, o ancora “Rispetteremo d’ora in poi”.

Al buon cuore di ciascun lettore l’interpretazione. Ma la questione a questo punto è davvero un’altra: cosa ha fatto il nostro paladino della legalità quando si è trattato di far rispettare davvero la Legge? Quella Legge con la L maiuscola dove tutti sono eguali tra pari. Dove il potente perde il suo status e l’ultimo riacquista dignità. Dove si trovava? Io non l’ho visto.

Cosa ha fatto e fa quando assiste silente e connivente alle occupazioni del suolo pubblico da parte di chicchessia senza intervenire o sanzionare?

Cosa ha fatto e fa per quanti sono costretti nelle ore del riposo ad essere inermi ostaggi di disturbatori di ogni specie?

Cosa ha fatto e fa per garantire a chi ha disabilità di vivere una vita degna di questo nome abbattendo le barriere che glielo impediscono?

Cosa ha fatto e fa il paladino della legalità per far vivere nel decoro interi quartieri a volte abbandonati a volte abbattuti di questa città?

Cosa ha fatto e fa per coloro che, affrontato e vinto un severo concorso per diventare dirigenti del Comune, si sono sentiti rispondere che il loro diritto non potrà essere riconosciuto?

Cosa ha fatto e fa per tanti valenti cosentini che non riceveranno mai un incarico perché nei loro curricula non è scritto “amico di Tizio o di Caio”?

Ecco allora spiegata questa ilare reazione all’affermazione “Rispetteremo le leggi ……”.

Oggi c’è da stare dalla parte dell’ordinamento per sgomberare i palazzi occupati abusivamente? Ci può stare se a dirlo e a farlo è chi ha sempre ispirato la sua esistenza al “dura lex sed lex”. Ma accettarlo senza uno sghignazzo da chi ha fatto strame di leggi e regolamenti è davvero troppo.

Non siamo dalla parte di chi a seconda delle circostanze e delle convenienze sceglie la cosa che più gli conviene. Siamo e resteremo dalla parte di chi sempre, in ogni comportamento della sua vita, ogni santo giorno, ha rispettato e rispetta il prossimo e la Legge. Li ci troverete.

E naturalmente un pensiero a chi dalla sera alla mattina si troverà su una strada perché qualcuno non ha rispettato la legge dell’Accoglienza e della Solidarietà.

Sergio Nucci

 

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