Mercoledi, 25 Apr 2018 ore 10:37

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Perché dico si all’ospedale a Vaglio Lise

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ospedaleLo dico chiaro e forte: voglio l’ospedale a Vaglio Lise. In premessa e a scanso di equivoci. Senza retropensieri o partigianerie. Ciò detto cerco di motivare per come posso e con gli argomenti maturati in questi anni questa mia convinzione.
Attualmente, per le condizioni orografiche, baricentriche e sociali, la collocazione migliore di un nuovo nosocomio non può non essere che su un’area che offra caratteristiche di raggiungibilità, centralità ed equidistanza tra i vari agglomerati della nostra area urbana. Considerato il territorio comunale, sempre che si voglia realizzarlo nella città di Cosenza, l’unica area che presenta siffatte condizioni è quella di Vaglio Lise.
Il sito, dunque, è, senza tema di smentita alcuna, idoneo. È centrale, è ottimamente collegato, presenta possibilità di espansione ed implementazione. Dispone in soldoni di tutti quegli atout che il vecchio ospedale, pensato nel secolo scorso quando esistevano differenti condizioni urbanistiche viarie e demografiche, non ha ed insistere, per come si è fatto e si sta facendo, sul ricondizionamento dell’esistente, fa pensare che dietro la spinta campanilistica ci siano motivazioni se non poco nobili certamente non condivisibili.
Un ospedale come quello realizzato da Tommaso Arnoni, illuminato Podestà cosentino, a quel tempo ed in quel contesto aveva una ragion d’essere, anacronistico sarebbe intestardirsi nel suo mantenimento e nella sua rivitalizzazione. Scomodo per chi deve raggiungerlo, penalizzante per chi deve operare al suo interno l’Annunziata deve, se si vuole bene a Cosenza e al suo comprensorio, essere mandato in pensione.
E c’è di più. L'ospedale a Vaglio Lise potrebbe davvero nascere con una prospettiva di polo universitario fin dalla sua fase realizzativa. Non solo, durante la realizzazione del nuovo ospedale, l’Annunziata continuerebbe a svolgere il suo ruolo, garantendo assistenza all’utenza che vi si rivolge.
Un’ultima considerazione. Si parla sempre più insistentemente di una fusione tra i comuni di Cosenza e Rende, e magari anche di Castrolibero. Un ospedale a Vaglio Lise diventerebbe davvero un’opera per questa grande comunità che molti auspicano nasca.
Insomma la scelta del nuovo sito davvero seguirebbe una logica di programmazione per le generazioni future.
Vorrei chiudere con una frase che spesso ed erroneamente viene attribuita a de Gasperi ma che deve la sua paternità ad un teologo statunitense James Freeman Clarke. Clarke diceva ed aveva ragione: “Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese".

Sergio Nucci
Buongiorno Cosenza

Multe tecnologiche per fare cassa

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stretLa città nelle ultime ore è stata invasa da cartelli come quello riportato in foto circa l’attivazione di un servizio denominato “street control” per il controllo e la sanzione delle soste selvagge.

In realtà il servizio non è una novità per la città di Cosenza atteso che già da qualche anno (esattamente dal 2011 come si può vedere nel servizio di youtube https://www.youtube.com/watch?v=FpvNBdw0gNM) alcune vetture della municipale hanno istallate a bordo delle telecamere che riprendono le auto in doppia fila o parcheggiate in aree non idonee.

E allora perché questo gran trambusto? Per un ragionamento molto semplice: per poter continuare ad usare queste apparecchiature, attesi i tanti ricorsi pendenti presso i giudici di pace della città, è necessario “avvisare” preliminarmente la popolazione che si sta utilizzando lo street control per sanzionare senza contestazione immediata l’automobilista indisciplinato.

Quindi nessuna innovazione e nessun maggior controllo. Solo una banale comunicazione affinché i soldi delle multe, così cari all’amministrazione, non si dissolvano nel vuoto dopo un circostanziato ricorso all’autorità giudiziaria.

Del resto, se questa amministrazione avesse voluto davvero combattere indisciplinati e doppie file avrebbe, ad esempio, messo le telecamere nelle zone della movida cosentina, Santa Teresa su tutte, o avrebbe disposto nei pressi degli istituti scolastici un servizio di vigilanza per quanti lasciano le auto in doppia, terza e quarta fila negli orari di entrata/uscita delle scolaresche.

E quindi? Quindi nulla di nuovo sotto il sole. La solita normale (?) amministrazione nel comune di Cosenza.

"Buongiorno Cosenza"

Non si scherza con la salute

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ospedaleL’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel lontano 1948, affermava “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità.”.

E’ da questa affermazione che nasce la nostra riflessione su un tema molto serio e complesso, quale la Sanità ed il conseguente diritto di salute.

Nella nostra città, a seguito di diverse scellerate politiche locali e regionali, abbiamo gradualmente assistito e subito silentemente ad un ridimensionamento delle strutture; questo è da intendersi sia come mancato sviluppo in termini di attrezzature e di prestazioni, sia come mancato adeguamento a seguito della chiusura di strutture sanitarie nelle zone limitrofe, che inevitabilmente ha portato ad un incremento di accessi per ogni tipo di prestazione, presso il nosocomio cittadino.

Non siamo noi certamente a dover evidenziare quanti disservizi siano costretti a subire i cittadini e sarebbe anche ingiusto e poco credibile pensare che tutto ciò sia dovuto all’inadeguatezza del personale.

Usciamo anche da questi preconcetti e cerchiamo di seguire, come sempre facciamo, una riflessione costruttiva, perché con la sola individuazione dei “colpevoli” certamente non riusciremo a traguardare il concetto espresso dall’OMS.

La politica deve assolutamente fornire delle risposte concrete, ciononostante in questi giorni stiamo assistendo all’ennesima querelle sull’ospedale di Cosenza a scapito dei cosentini. E’ di dominio pubblico che per la realizzazione del nuovo Ospedale, la Regione ha indicato una zona (Vaglio Lise) mentre nel programma del sindaco è prevista una Cittadella Ospedaliera attraverso il collegamento dell’Annunziata con il Mariano Santo.

Chiaramente tutti quanti noi stiamo pagando queste due diverse vedute. Il corto circuito comunicativo tra sindaco e governatore si riverbera sulla collettività con le criticità e le drammaticità che la cronaca impietosamente restituisce ogni giorno.

Nei primi giorni di gennaio il sindaco affermò di aver richiesto al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc, in cui venisse invitato anche Oliverio. Tale Consiglio secondo le sue dichiarazioni si rendeva necessario per entrare nel merito dei contenuti di questo progetto.

Siamo giunti ormai a marzo e di questo Consiglio Comunale non vi è traccia, eppure lo stesso si è riunito il 23 gennaio 2018 discutendo ben altri temi, un altro Consiglio è stato convocato in prima convocazione per il prossimo 29 marzo con all’ordine del giorno tutto tranne la questione Ospedale e la sanità.

La discussione sta assumendo sempre più i contorni di una guerra politica, dove le vittime annunciate saranno solo e soltanto i nostri concittadini che non possono accedere, nel terzo millennio, ad una sanità dignitosa e soprattutto risolutiva.

Il nostro auspicio è che tutti gli attori coinvolti possano sedersi intorno ad un tavolo di lavoro, con un rinnovato spirito, improntato alla collaborazione, alla condivisa volontà di dare risposte a dei cittadini.

E’ un dovere di tutti far si che ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui si trova, possa disporre di un sistema sanitario adeguato in strutture, in tecnologie   ed in competenze e questo vale anche per la nostra Città.

“Buongiorno Cosenza”

 

Via dell'Accoglienza: tra degrado e stato d’abbandono

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Accoglienza 6 Nonostante sia trascorso appena un anno dagli interventi che avrebbero dovuto apportarne sensibili migliorie, via dell’Accoglienza ripiomba nella più totale noncuranza. Proprio così: risale al 13 febbraio 2017 l'attuazione dei lavori di primo stralcio del progetto esecutivo per la sistemazione dell'area limitrofa alla sede compartimentale dell'Anas (cronoprogramma contenuto nella convenzione tra Comune di Cosenza ed Anas costituito da 3 articolate fasi).

Oggi, 19 Marzo 2018, gli abitanti della sopra citata strada devono letteralmente e quotidianamente compiere una vera e propria serpentina pur di giungere a casa senza distruggere pneumatici, semiassi e guarnizioni delle loro autovetture.

In quello che appare come un viottolo mulattiero di campagna quando, in realtà, parliamo di una zona importante della città, si assiste ormai da troppi anni ad una imbarazzante situazione di stasi ed abbandono istituzionale; sussistono e permangono, da troppo, crateri ricolmi d'acqua e fango, residui di dossi spezzati e disseminati lungo la strada, nonché massi che restringono ancor di più la carreggiata.

Per l'ennesima volta siamo qui per lanciare l'allarme su una tematica importante: la cura in materia estetica e soprattutto di funzionalità non deve essere riservata esclusivamente al centro città, considerato che i cittadini delle zone “periferiche” pagano parimenti e puntualmente le tasse, meritando rispetto e tutela.

Buongiorno Cosenza

Traffico e inquinamento

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via-ropma Ore 14:00 del 14/03/2018 una data importante per la viabilità cittadina, chiamata a rispondere al piano di chiusura di un’arteria fondamentale qual è Viale Parco, ed alla capacità di assorbimento del traffico sulle altre arterie.
Banco di prova importantissimo in vista della prossima chiusura definitiva per via dell’inizio dei lavori del progetto Metropolitana Leggera e costruzione del nuovo parco meglio conosciuto come Polmone Verde della città.
Ebbene la viabilità è caduta sotto i colpi inferti dall’inconsistenza di piani alternativi e soprattutto dall’inconsistenza dei sensi di marcia che negli ultimi mesi hanno riguardato altre strade ed in prima battuta Via Misasi.
I testimoni di questa Waterloo sono i cosentini e non, che si sono trovati costretti a vivere l’emozione di un traffico assimilabile a quello di una metropoli sudamericana.
Tutto questo è stato possibile anche grazie alla scelta di iniziare le attività di chiusura delle strade interessate dalla storica Fiera, ben 6 ore prima di quanto disposto dall’ordinanza.
E’ chiaro a tutti, anche senza questo evento, di quanto sia importante Viale Parco e di quanto sia impensabile rifugiare le speranze su strade come Via Misasi e come Via Popilia. In particolare Via Misasi già colpita dalla nuova viabilità a seguito della pedonalizzazione del tratto compreso tra Via Tancredi e Via Simonetta (settembre 2017).
Sembra di assistere a quel classico rimbalzo di responsabilità, perché l’interruzione di un tratto di un’arteria come Via Misasi da mesi ha portato ad un incremento di flusso veicolare su Via Popilia e su Viale Parco. Oggi, invece, si chiude Viale Parco e ci si affida a Via Misasi e Via Popilia. Oggettivamente c’è incoerenza in tutto ciò.
Quel che preoccupa non è una chiusura temporanea necessaria a permettere lo svolgimento della Fiera; quel che preoccupa è cosa la città sarà costretta a subire nel momento in cui si inizieranno i lavori e si apriranno dunque i cantieri per la Metropolitana Leggera. Ma non finiscono i problemi perché, se è vero che i tempi di attraversamento sono già cresciuti ed in futuro saranno decisamente maggiori, è anche vero che la congestione di una città porta ad un inevitabile aumento dei livelli di inquinamento.
E su questa questione come spesso accade nella nostra città, le soluzioni adottate per risolvere un problema non sono mai strutturali, di conseguenza risultano inefficaci.
Ma c’è di più perché queste soluzioni lasciano anche l’amaro in bocca perché si intravedono delle opportunità non colte, come ad esempio il ripensamento di piazze e strade mai accompagnate da un aumento ed un inserimento del verde nel tessuto cittadino; oppure nessuna politica sui controlli delle emissioni delle autovetture, delle caldaie o degli edifici; così come nessun ripensamento sulla mobilità pubblica non solo attraverso un miglioramento del servizio ma anche attraverso l’utilizzo di mezzi ecologici e/o emissioni zero. E’ tuttavia singolare, inoltre, la volontà di questa amministrazione di combattere l’inquinamento per poi costruire un grandissimo parcheggio (gestito da privati!!!) nel centro cittadino. Idee che stridono e che
continuano ad indicare una grave incoerenza tra i diversi progetti e le diverse azioni che vengono messe in cantiere. Verrebbe da dire che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra.
Ci sarebbe da chiedere all’amministrazione un resoconto sullo stato di avanzamento delle misurazioni di PM10 e di tutti gli altri elementi relativi all’inquinamento (es. ozono), attestato che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel suo ultimo rapporto con dati aggiornati al primo semestre 2017, indica un peggioramento della qualità dell’aria in città (da verde a giallo).
Ripiegare su altre scelte è ancora possibile se si mette da parte l’orgoglio e si pensa davvero al bene collettivo e ad una sana gestione della qualità di vita senza dimenticare l’aspetto ambientale nel suo complesso ed in particolar modo della qualità dell’aria che tutti i cosentini, piccoli e grandi, del centro o delle periferie, respirano ogni giorno.

Buongiorno Cosenza

L'acqua è poca ossia scarseggia...

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acqua c Sono diversi giorni che non si parla più della penuria d’acqua in città con buona pace del sindaco e della Sorical, da sempre sul banco degli imputati quando si tira in ballo l’argomento carenza idrica.

Ma non è un caso che l’approvvigionamento in questi giorni sia aumentato e il merito, va detto, non è certo della politica e della burocrazia bensì delle copiose piogge e delle fugaci nevicate delle scorse settimane che, magicamente hanno portato alla luce sorgenti superficiali convogliate prontamente nelle condutture cittadine.

Una mole d’acqua che se da un lato ha fatto la felicità di tanti cosentini rassegnati a turni estenuanti per raccogliere un po’ del prezioso liquido nelle ore più strane, dall’altro a causa della pressione inusuale ha fatto saltare tubature vetuste mai censite e mai ripristinate, riversando per le strade cittadine acqua a dire basta.

Effetto temporaneo, dunque, quello dell’acqua che sgorga dal rubinetto, che con i primi caldi magicamente svanirà, riportando tutto nella normalità, ovvero nella più desolante e frustrante penuria d’acqua tanto maledetta dal cosentino medio che, per lavarsi il più delle volte deve svegliarsi alle cinque del mattino.

E allora? Torneranno i tempi bui e le maledizioni a chi eroga l’acqua, che si chiami Comune o Sorical poco importa. Eppure i rimedi ci sarebbero, solo se si volessero mettere in pratica.

Occorrerebbe spendere qualche decina di migliaia d’euro per mappare finalmente la rete idrica cittadina, iniziativa della quale si parla in ogni campagna elettorale e che mai si è portata a compimento da trent’anni a questa parte, aprire qualche nuovo pozzo, ripristinare le parti della rete più mal ridotta per evitare copiose perdite in città, potenziare gli impianti di potabilizzazione ed iniziare, finalmente, a pagare il dovuto alla Sorical per evitare riduzioni della portata.

Basterebbe questo, almeno questo, per iniziare a dare risposte alla popolazione sempre che ci sia davvero la volontà di risolvere il problema.

Buongiorno Cosenza

Senza acrimonia, attendo risposte

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thAlcune considerazioni a margine delle recenti vicende legate alla dichiarazione di pignorabilità della indennità del Sindaco per debiti accumulati verso Equitalia ed altri soggetti. Si impongono, a mio parere, in tutta la loro rilevanza politica ed istituzionale. Dunque, che un imprenditore, professionista di successo, accumuli debiti per tributi non onorati, lascia francamente perplessi.

Non siamo giudici di nessuno, ma dover constatare che chi si è candidato a guidare una comunità abbia accumulato debiti per milioni di euro induce ad escludere di essere a cospetto di persona nei confronti della quale riporre fiducia per la felice gestione della cosa pubblica.

Non serve evocare la crisi, che in Calabria mi pare vi sia da sempre: qui siamo dinanzi a chi non ha versato il dovuto a creditori e alla collettività: personalmente lo considero grave soprattutto nei confronti di quanti, con sacrificio, hanno ridotto le proprie pretese per rispettare i doveri che l’essere parte di una comunità impone.

Oh, per inciso, nei nostri confronti non vale l’accusa di aver fatto la cresta; non abbiamo mai goduto di contributi di sorta.

La tecnica di sviare così l’attenzione dal merito del problema con noi non funziona.

Non funziona per niente. Le domande che abbiamo posto non hanno avuto risposta. Le ripetiamo, con qualche specificazione, caso mai qualcuno non le avesse intese.

Le somme dovute a titolo di indennità al Sindaco sono state accantonate?

Da quando?

È stata accantonata l’intera indennità o una sua parte?

A quanto ammontano le somme?

Su quale capitolo di bilancio compare la voce?

L’Amministrazione pensa di proporre appello avverso la sentenza oppure no?

Chi deciderà?

Per le indennità eventualmente già integralmente corrisposte sono state avviate le procedure di recupero?

Auguriamo di tutto cuore a Mario Occhiuto di risolvere i suoi problemi con Equitalia e gli altri suoi creditori, ma ci pare doveroso tentare di impedire che si possa strumentalizzare la funzione pubblica per fini privati.

Considerazione in parte scontata, sulla quale appare però opportuno invitare a riflettere quanti non si rendono conto della gravità della situazione di incompatibilità denunciata.

Il Comune è la casa di tutti.

Sergio Nucci
"Buongiorno Cosenza"

Rispondere è educazione

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sergio quot La pubblicazione della recente sentenza con la quale il Tribunale di Cosenza ha accertato l’esistenza di crediti di Mario Occhiuto nei confronti del Comune di Cosenza e la loro integrale pignorabilità da parte di Equitalia merita alcune riflessioni che conducono, mi pare di poter dire, a conclusioni impegnative.

La vicenda – pur nota – è segnata dal mancato accantonamento da parte del Comune di Cosenza delle somme sottoposte a pignoramento da parte di Equitalia e dovute al Sindaco a titolo di indennità.

Il Comune non solo non ha messo da parte le somme – sottraendosi al rispetto di un obbligo di legge e continuando a versare integralmente l’indennità al Sindaco – ma non si è neanche presentato in udienza per rendere la dichiarazione circa la sussistenza di eventuali crediti sottoponibili ad esecuzione.

Comportamento che ha imposto al creditore – Equitalia, soggetto incaricato di riscuotere tributi non versati – di instaurare un giudizio per l’accertamento della esistenza dei crediti e della loro pignorabilità.

Con la sentenza depositata il 9 gennaio 2018, il Tribunale di Cosenza ha affermato che i crediti esistono e sono pignorabili in misura addirittura corrispondente all’intero importo dell’indennità.

Ne consegue che non avendo il Comune di Cosenza accantonato i fondi, dovrà interamente versarli in favore di Equitalia.

La sentenza contiene, implicitamente, l’ulteriore affermazione circa la doverosità dell’accantonamento delle ulteriori somme sino alla concorrenza del credito vantato dalla parte esecutante.

Il Comune dovrà smettere di versare l’indennità al Sindaco.

Dall’altro lato, il Comune potrebbe decidere di impugnare la decisione per invocarne la modifica; se dovesse avere ragione, cosa della quale è lecito dubitare, nulla dovrà ed Equitalia dovrà vedersela direttamente con il Sindaco, con gli intuibili problemi di esecuzione.

Sorgono allora alcune domande.

Chi deciderà che cosa fare?

Si verificherà – meglio, si è già verificato – un evidente caso di conflitto di interessi che sin dalla campagna elettorale era stato messo in evidenza e che avrebbe dovuto comportare la dichiarazione di incompatibilità di Mario Occhiuto per la carica di Sindaco.

Recita l’art. 63 del TUEL:

1. Non può ricoprire la carica di sindaco:

…..

4.   colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo … con il comune.

La norma trova la sua ragion d’essere nella necessità di evitare confliggenti interessi tra l’ente e l’eletto, e in particolare di escludere che questi, approfittando della carica rivestita, possa influenzare in qualche modo la volontà dell’amministrazione che guida.

Come a dire, occorre scongiurare il rischio che l’eletto faccia tutelare dal Comune i fatti propri a danno di quelli della comunità.

Non è una questione di lana caprina, è di natura essenziale giacché evidenzia proprio la necessità che l’Amministrazione sia rivolta al bene di tutti e non possa essere strumentalizzata per fini personali.

E si mostra in tutta la sua dirompente evidenza nel nostro caso.

Il Sindaco e la Giunta saranno infatti ora chiamati a decidere che cosa fare; e la decisione riverbererà i suoi effetti sia nella sfera giuridica di Mario Occhiuto che in quella del Comune.

Le due posizioni sono confliggenti.

Allo stato delle cose, siamo dinanzi al fatto che il Comune – cioè tutti i cittadini che con le imposte e tasse versate lo finanziano – pagherà i debiti personali di Occhiuto verso l’Amministrazione Finanziaria.

Che cosa decideranno di fare Sindaco e Giunta?

Val la pena rilevare come anche il non fare niente si tradurrebbe in una scelta significativa.

Che cosa avete intenzione di fare?

È doveroso, oltre che lecito, chiederlo.

E nell’ipotesi in cui le somme dovessero essere erogate al creditore pignorante, il Comune attiverà o meno il recupero coattivo?

Ha previsto l’attivazione di procedure cautelari a tal fine?

Il danno erariale è dietro l’angolo: i componenti della giunta e gli Uffici hanno contezza del problema?

E il collegio dei revisori?

Infine, una notazione: le cronache ci ricordano che qualche tempo fa era stato conferito ad un alto magistrato in pensione la nomina di Consulente del Sindaco per il supporto “in ordine a specifici compiti di verifica e monitoraggio delle politiche per la legalità, la trasparenza e l’integrità degli atti e delle politiche in materia di anti corruzione e della fattispecie del voto di scambio”.

Non ce ne voglia nessuno, ma in questo caso non c’era più di qualcosa da rilevare e segnalare?

Qualcuno ci dia una risposta, per favore.

 
Sergio Nucci
"Buongiorno Cosenza"

La sicurezza in primis

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liceo-fermi-webNelle scorse ore Bianca Rende, consigliere comunale di Cosenza, ha dato notizia alla stampa della sua iniziativa, al fine di conoscere lo stato delle scuole di competenza comunale, relativamente al grado di vulnerabilità sismica.

Ha fatto bene Bianca a rendere pubblico il suo interessamento alla problematica e a renderne, con un comunicato, edotti i concittadini.

Genitori ed operatori devono conoscere il grado di vulnerabilità degli edifici dove mandano i figli o dove prestano servizio. E questo perché lo impone una legge dello stato, più precisamente la 228 del 2012 che, recependo l’ordinanza 3274 del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2003, obbliga comuni, provincie e regioni ad eseguire le verifiche tecniche relative alla vulnerabilità in caso di eventi sismici di manufatti "strategici e rilevanti" - entro il 31 marzo 2013.

Di anni, da quel termine perentorio del 31 marzo 2013, ne sono passati quasi cinque e delle risultanze di queste verifiche nelle scuole cosentine, a detta della consigliera del Comune di Cosenza, considerate le ”risposte evasive” dell’assessore, non se ne vede traccia.

Ma risposte evasive su cosa? Sulla sicurezza delle nostre scuole? Sulla sicurezza per chi le frequenta? Sulla tranquillità di chi per un motivo o per un altro si interfaccia con queste realtà?

Al pari della Rende ci spiace che non si abbia per queste questioni la stessa sensibilità che si ha invece per cose più frivole. La sicurezza va garantita a tutti ed in ogni circostanza, sui ponti, sulle strade, nelle scuole e soprattutto va garantita da tutte le istituzioni preposte.

A questo proposito sarebbe anche interessante rivolgere la stessa domanda alla Provincia di Cosenza. Sapere se le scuole di pertinenza provinciale sono state sottoposte a verifica e quali siano le risultanze. Solo il Fermi di Cosenza ha avuto problemi di sicurezza o anche altre scuole? E cosa si sta facendo?

In ultimo un costruttivo invito. Sui siti internet di Comune e Provincia sono ben visibili spazi dedicati alla trasparenza. L’invito ai due enti è quello di pubblicare proprio su quelle pagine le risultanze delle verifiche effettuate. Per tranquillità nostra e anche per tranquillità loro. Perché come tutti sappiamo la legge non ammette ignoranza.

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

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