Sergio_Nucci_ridottaQuando Mario Occhiuto scelse la Hauser come assessore, probabilmente voleva dare un tocco di internazionalità alla sua giunta. Con un cognome così, avrà pensato, intimorirò fin da subito i miei avversari politici Nulla di più sbagliato. Gli stranieri non sempre hanno fatto la fortuna della squadra che li ingaggiati. Ne so qualcosa io, interista da sempre, che di stranieri brocchi ne ...ho visto a iosa. E’ stato, così anche con la Hauser. la quale, pur disponendo di un procuratore di grande spessore (Corrado Clini), sul tipo di Moggi per intenderci, non è riuscita sul campo a dimostrare il suo valore.
Ma torniamo alla mia vicenda. Devo innanzitutto ringraziare i tanti (davvero!) che mi hanno espresso solidarietà e vicinanza, in primis Ciccio Gaudio e Fabiola Cenisio. Da loro affetto e immeritata stima. Tanti sms, email e telefonate. Tutti con una richiesta: rispondile per le rime. Ma che significa davvero per le rime? Usare la stessa violenza stilistica? O, invece, continuare nel prendere lei e le sue parole per quello che sono, ovvero semplice emissione di fiato attraverso la glottide?
Preferisco di gran lunga la seconda via, atteso anche che in realtà la Hauser (in Clini) grandi colpe, evidentemente, non ne ha. Che colpe ha una che ha sempre vissuto e lavorato fuori dalla nostra città, e che prima di questa esperienza non avrebbe saputo indicare, neanche su una cartina geografica, la nostra benamata Cosenza?
Può mai conoscere la mia intensa attività politica fatta, nella scorsa consiliatura, di ben 114 interrogazioni su argomenti che, solo ora, lei si affanna a considerare? Può mai sapere i veri problemi che assillano la nostra comunità non conoscendo, neanche parzialmente, la storia politica nel nostro territorio? Sinceramente, credo che non possa, e che, quindi, questa ignoranza debba essere compresa e giustificata. Non può invece esser compresa e giustificata l’arroganza di chi sceglie un assessore non in base alla capacità di risolvere i problemi, (che si conoscono), quanto alla possibilità di dirottare, tramite amicizie o frequentazioni o ménage altolocati, fiumi di denaro per progetti che certamente porteranno danaro pubblico, ma anche pericolose tentazioni per coloro che quei fiumi di denaro vedranno scorrere.
E mi fermo qui.
Alla ancora più gentile e leggiadra Sig.ra (un tempo signorina)  Hauser vorrei dare solo un suggerimento, e sempre se lo accetta. La prossima volta, prima di scrivere su qualcuno delle nostre partii, si documenti e bene. Io sono a disposizione per offrire le mie conoscenze gratuitamente. Senza contratti, stage, vitalizi, prebende e quant’altro. Vivo, fortunatamente da molti anni, del mio lavoro (il mio studio dentistico è riportato finanche sui navigatori satellitari) e posso permettermi anche il lusso di dedicare qualche minuto ad “illuminare” chi ha visto solo le luci del nuovo sistema di illuminazione della città (anche questo un bel progetto da tenere d’occhio).
Per il resto si goda le vacanze li dove è stata finora, ovvero lontano da qui.
Con formale cordialità.


Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

SNQuando abbiamo appreso della nota a firma di Martina Hauser ci siamo molto rallegrati per aver suscitato un moto di partecipazione nella G.ma Sig.ra Hauser, il cui operato, siamo convinti, sortirà, sin da questo momento, una stagione politica memorabile per la nostra città con il compimento di tutte le enunciazioni fattive della prima ora.
Ma torniamo ai fatti. La dichiarazione firmata dall'assessore, ci dicono, avrebbe provocato tra i giornalisti, per qualche attimo, incredulità e sorpresa. Ma dopo i primi momenti di comprensibile stupore tutti ne hanno ricordato la figura.
Nella sua nota la Hauser dice di ritenere la nostra interrogazione una boutade, e che Lei alle boutade preferisce il lavoro, e che lavora quando viene a Cosenza. Allora, laconicamente, ci chiediamo: che lavoro fa? Verificato dagli atti di giunta che l'assessore non viene mai a Cosenza vuol dire che non lavora? E dato che non è a Cosenza, e quindi non lavora, perché percepisce un lauto stipendio dall'amministrazione?
E ancora, perché dispone di una segreteria composta prevalentemente da soggetti esterni al Comune di Cosenza? Chi paga questo esercito di collaboratori? Ergo ci chiediamo: chi è l'autore delle boutade? Chi dice che lavora senza essere presente? Chi ha uno stuolo di collaboratori, graziosamente retribuiti con denaro pubblico, per assistere un "fantasma"? Chi afferma con sicumera che renderà il Crati navigabile?
Chi risponderà stavolta a queste poche ed innocenti domande?
Noi speriamo lei stessa.
Cara Martina, si riappropri delle sue prerogative e facoltà per dimostrarci cosa è capace di fare.
Saluti cordiali.

Sergio Nucci e Giuseppe Mazzuca
Consiglieri comunali di Cosenza

 Fiumi di inchiostro vengono versati da lungo tempo sulla situazione incresciosa in cui si trova il nosocomio della città dei Bruzi, nonché riguardo il campanilismo concernente la facoltà di medicina. Consiglieri regionali, sindaco ed amministrazione catanzarese fanno sentire la loro voce e le loro ragioni.

Se si vuole cercare di capire cosa sta accadendo qui a Cosenza bisogna armarsi di buona volontà ed andare indietro nel tempo, ricucendo le varie affermazioni di questo o quello, e incastrare i tasselli del “puzzle infinito”, senza mai perdere la pazienza. Inevitabilmente ci si scontra con acronimi e quant’altro: Lea sta per  Livelli essenziali di assistenza; Dea sta per Dipartimento d’emergenza e accettazione il quale è un dipartimento di un ospedale di moderna concezione ed organizzazione quindi ci troviamo di fronte a parole come Ospedale Hub, Ospedale Spoke. Ancora con termini quali Tavolo Massicci, Piani di rientro del Debito sanitario, Blocco o sblocco del turnover del personale e scoprire poi che viene prolungato al 31/12/2014. E affermazioni del tipo “tassazione massima che i calabresi saranno costretti a subire per ripianare i debiti e il blocco del turnover, che inciderà inevitabilmente sulla qualità dei servizi”

Insomma è un’oscillazione continua tra buone e cattive notizie (più cattive che buone però). A questo poi si aggiunge una frase sconcertante riportata dalla stampa: “L’obiettivo è di impoverire il territorio di Cosenza svuotando il suo sistema sanitario di competenze e professionalità a vantaggio delle province di Catanzaro e Reggio Calabria.” Il pensiero comune è il disappunto. Perché?

Perché quando si parla di Sanità, si parla di salute, un diritto quest’ultimo che si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali tutelato anche, e in primo luogo, dalla nostra Costituzione. Quando si tocca la questione in modo negativo il bacino di utenza, ovvero tutti noi, ci sentiamo minacciati. Oggi più di ieri, chiunque, prima di allargare i cordoni della borsa, riflette!! Anche colui che è afflitto da una patologia deve, suo malgrado, fare una scelta. Curarsi pubblicamente o privatamente?

Sulla base di questo scenario l’idea allora di "impoverire Cosenza" di ciò che in passato si è costruito e intenzionalmente creare difficoltà nel quotidiano a discapito di tanti (medici, infermieri e malati) è indegno!!

Il malato come il medico non hanno interesse a risolvere il problema della razionalizzazione della spesa. Il primo focalizza le sue forze sulla possibilità di migliorare la propria esistenza, il secondo lavora affinché il primo possa conseguirlo sulla base degli strumenti che altri devono fornirgli. 

Sono, quindi, altri gli attori in teatri ben precisi a doversi occupare, in quanto delegati, affinché sia il primo che il secondo possano essere soddisfatti. E' la politica, dunque.

Ben venga allora la "lettera protesta" del presidente dell’ordine dei medici di Cosenza in cui evidenzia lo stato in cui devono lavorare gli addetti al settore e l’inerzia a risolvere la questione. E allora tante domande cominciano a sorgere.

Cosenza è fatta solo di progetti o anche di diritti da tutelare? Chi di dovere è consapevole di cosa sta succedendo nella propria città ?

Insomma, in questo scenario di lacrime e sangue, dove tutti dicono l’esatto opposto di tutto, l’unica cosa che può fare il primo cittadino, in quanto in materia sanitaria è un autorità sanitaria locale, è quella di essere sempre presente e attento alla questione ospedale (e non) perché informarsi ed essere presente significa “mi è a cuore sia garantire i livelli qualitativi che Cosenza possiede sia il benessere dei miei concittadini”. Il disinteresse potrebbe essere interpretato, invece, come un lasciare ad altri libero arbitrio.

Stesso ragionamento, estendibile anche alla facoltà di medicina. Negli ultimi giorni si è parlato di una convenzione con La Sapienza di Roma per l’avvio a Cosenza di due corsi universitari di professione sanitaria (Scienze Infermieristica e Tecnica della Prevenzione), ma chi mancava alla stipula dell'atto? Il rappresentante della regione, il governatore Scopelliti). Forse perché si trattava del "primo gradino per l’istituzione ad Arcavacata di una nuova facoltà di medicina."?

Gli scudi catanzaresi si sono alzati subito, e quelli cosentini dove sono? Dov'è la voce dell’amministrazione comunale cosentina? E quella del Sindaco perché non si contrappone a quella del primo cittadino catanzarese?

A Napoli ci sono ben due Facoltà di Medicina ed una terza a Salerno, ma allora la coesistenza nell’ambito regionale è una realtà possibile solo lì?

L’accettazione ineluttabile che altri vogliono che Cosenza subisca, non è gradita a tanti cosentini, forse a tutti. Di cosa bisogna essere orgogliosi? La strada del riscatto è piena di curve insidiose, bisogna camminare comunque perché restare fermi e in attesa, significa morire.

 

Emilia Cerullo

"Buongiorno Cosenza"

nucci02Leggendo le ultime dichiarazioni dello stimato assessore Geppino De Rose, ho avuto la sensazione di trovarmi dinanzi i comunicati che un tempo diramava Bonaiuti (portavoce di Berlusconi) quando si vedeva costretto, per la gravità delle dichiarazioni, a rettificare il "verbo" del suo capo.

Lo spunto lo traggo dalla precisazione che proprio De Rose fa in merito ad un presunto coinvolgimento di Mario Bozzo, il presidente della fondazione CARICAL, mai avvenuto in realtà, nel rivolgere critiche all'amministrazione Occhiuto e per questo apostrofato con un corposo pensiero che riporto: "almeno così sembrerebbe da alcuni resoconti giornalistici peraltro non smentiti, esponenti vintage delle fondazioni bancarie che, dopo anni di ininterrotto monopolio politico-familistico, sotto mentite spoglie, adesso indossano i panni degli innovatori. Quasi ridicoli, anzi spaventosi nel loro nullismo ideologico". Frase pesante e indiscutibilmente rivolta all'incolpevole Bozzo, reo solo di essere stato scambiato, su un quotidiano cittadino, con altro Mario Bozzo di altra storia politica e di altro ruolo.

Una volta chiarito che Bozzo (Carical) era davvero incolpevole, il buon De Rose si è affrettato a battere una precisazione nella quale si legge "nella mia nota non esiste alcun riferimento diretto e specifico alla sua persona, né alla Fondazione Carical, né tanto meno alle sue attività. Il giudizio reso si riferiva alla relativa inconsistenza e lontananza delle fondazioni bancarie e delle banche dai processi di innovazione e sviluppo sociale della città". Come dire: parlavo di cipolle e a un certo punto mi è venuto di parlare di patate. Scuse risibili. E' chiaro che quelle parole De Rose le rivolgeva proprio a Bozzo, "esponente vintage delle fondazioni" e, accortosi della figuraccia, è corso ai ripari, emulando però proprio Bonaiuti che delle smentite e delle rettifiche è diventato maestro.

Ma il punto è un altro. De Rose, nel suo scritto, se la prende con una minoranza che fa secondo lui disinformazione. Tra tutti gli argomenti a disposizione per confutare l'assunto di De Rose, ne ho scelto uno per far comprendere ai cosentini, tutti indistintamente, che dinanzi ad un asino che vola c'è solo una possibilità: dubitare di chi diffonde la notizia.

E veniamo al mio ragionamento: in un comunicato di qualche giorno fa, l'amministrazione ha ventilato la possibilità di andare in canoa sui fiumi cosentini. 

Leggete, è il Comune che scrive: "E poi i fiumi Crati e Busento riqualificati, attraverso un processo di sicurezza idraulica che ne consolidi le sponde fino a renderli navigabili almeno alla loro confluenza, immaginando la possibilità di farli percorrere da canoe o da piccoli battelli turistici, sull’esempio dei bateaux mouches francesi".

Questo è davvero troppo. Possiamo credere alle favole, che tra gli studi legali di fiducia di questa amministrazione ne esistano solo due in grado di rappresentare adeguatamente l'ente, possiamo credere al super dirigente capace di essere uno e trino, agli architetti onniscienti e sempre presenti, alle imprese "sempre quelle" per i cottimi fiduciari, possiamo finanche credere che la perizia geologica per piazza Fera-Bilotti non sia mai stata copiata, ma arrivare a credere che il Crati diventi navigabile con le canoe fino ad arrivare ai bateaux mouches parigini è davvero troppo. Chiariamolo, una volte per tutte, ai cosentini e non: attualmente i fiumi che attraversano Cosenza trasportano anche liquami inquinanti, dal momento che gli scarichi nei due fiumi non sono correttamente depurati né censiti. E ce ne sono a iosa. Per rendere navigabile i fiumi sarebbero necessari finanziamenti per diversi milioni di euro (che non ci sono) per la realizzazione delle chiuse e in più bisognerebbe garantire la depurazione dei corsi d'acqua, opera anche questa titanica e che non dipende solo dal comune di Cosenza.

Il punto è questo: se si vuole realizzare una fogna a cielo aperto, con acqua stagnante e puzzolente, l'idea di rendere i fiumi navigabili può essere presa in considerazione, diversamente è meglio abbandonare roboanti enunciazioni (asini che volano) e dedicarsi ai quei marciapiedi nel centro città che il sindaco Occhiuto avevo promesso di realizzare entro la fine di agosto. Mi riferisco ai marciapiedi di viale degli Alimena, di corso Fera, di via Simonetta, di via Caloprese e dell'ultimo tratto di corso Mazzini per come prevede l'appalto di piazza Fera-Bilotti.

Esponenti autorevoli dell'amministrazione, anziché, dunque, inalberarvi per le critiche (legittime) della minoranza, lavorate, o meglio iniziate a lavorare perché la città è stanca delle enunciazioni, dei progetti, degli incarichi diretti ed indiretti, delle feste e delle fiere, delle scorte e degli asini che volano: vorrebbe vedere i fatti.

Con viva riconoscenza.

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

La notizia della scomparsa di Tonino Perrelli, il Dottore Perrelli, oltre che addolorarci profondamente per un’amicizia familiare lunga mezzo secolo, ci priva di una figura che, nella nostra regione, ha rappresentato la cifra dell’impegno coerente e tenace. 
Tonino Perrelli è stato un uomo buono, leale e disponibile…con tutti, e con la sua dipartita, va via un fiero lottatore ed al contempo un romantico sognatore. 
La politica dei giorni nostri mal si confaceva al suo carattere, tuttavia, il suo impegno era quello di individuare sempre il candidato più vicino alle sue idee e sostenerlo strenuamente. 
Sarà nostra cura chiedere all’amministrazione comunale di Cosenza di ricordare Tonino Perrelli, al pari di altri figli illustri, per come merita e per come si aspettano i tanti che lo hanno conosciuto ed apprezzato. All’adorata moglie, al figlio Lello, alla nuora, al giovane Antonio ed a tutti i suoi cari, giunga il sincero cordoglio del movimento Buongiorno Cosenza e mio personale.

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

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